Vertice in prefettura sulla Depositi Costieri Trieste

Veduta dal mare della sede della Depositi Costieri Trieste

Le autorità dovranno decidere sul commissariamento della società colpita da interdittiva antimafia

TRIESTE È programmata per domani, mercoledì 10 gennaio, la riunione della Conferenza dei servizi in Prefettura per decidere le sorti della Depositi Costieri Trieste spa. Il tavolo, a cui prenderanno parte anche l’Autorità portuale, l’Agenzia delle dogane e l’Ispettorato del lavoro, dovrà stabilire se avviare o meno la procedura di commissariamento della società, su cui pende un’interdittiva antimafia disposta dalla stessa Prefettura grazie agli accertamenti della Dia, della guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia. Il provvedimento è stato preso perché si sospetta che l’impresa sia collegata alla criminalità organizzata. Con molta probabilità si andrà nella direzione del commissariamento. A questo proposito è stata interpellata anche l’Autorità nazionale anticorruzione. Gli amministratori della Dct hanno presentato le proprie controdeduzioni.



L’informativa antimafia era stata comunque richiesta dalla stessa Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale prima di autorizzare la modifica della compagine societaria: la Depositi Costieri spa, per la quale la Procura ha chiesto il fallimento per un debito milionario, è stata acquistata dalla Life, un’azienda composta da imprenditori prevalentemente campani. «Le conclusioni a cui è arrivata la nostra istruttoria – aveva chiarito nei giorni scorsi il prefetto Annapaola Porzio – non ci fanno ritenere sufficientemente affidabile la società sotto il profilo di una totale assenza di infiltrazione mafiosa».



Il provvedimento era scaturito proprio al termine degli accertamenti compiuti nei confronti dell’azienda durante l’operazione di acquisizione societaria. L’Authority, con in mano l’interdittiva della Prefettura, ha anche iniziato la procedura di decadenza della concessione demaniale per la ditta. Nei cui confronti si è aggiunta anche la revoca dell’autorizzazione al deposito e all’estrazione disposta dall’Agenzia della dogane.

È stato il Nucleo della guardia di finanza di Trieste a portare a galla i dettagli della transizione societaria: le quote della Depositi Costieri erano di proprietà della “Giuliana Bunkeraggi”, amministrata dal triestino Franco Napp, amministratore delegato di Ttp. Dal 1° giugno 2017 la Bunkeraggi aveva ceduto l’intera partecipazione alla Life al prezzo di 4,5 milioni di euro. L’attenzione degli organi di polizia si era focalizzata sulla spa triestina dopo aver appurato l’enorme debito che si trovava a fronteggiare la ditta, dovuto al mancato pagamento delle accise.

Si tratta di un ammanco erariale accumulato negli anni scorsi, ma che si è via via consolidato tra il 2015 e il 2016. La cifra ammonta a 32 milioni di euro più altri 9 di sanzioni. Di qui la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica alla Sezione fallimentare del Tribunale di Trieste di dichiarare il fallimento di Depositi Costieri Trieste spa. Le verifiche delle forze di polizia sono proseguite anche sul personale assunto nell’impresa negli ultimi mesi.

(g.s.)
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Metropolis/10 - Nuovo Cinema Quirinale. Con Andrea Costa, Michele Emiliano (l'integrale)

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi