Scout muggesani a malga Pizzul. Struttura devastata

Una veduta della malga Pizzul coperta di neve, nella carnica Val Chiarsò (Foto del Comune di Paularo)

Esposto del sindaco di Paularo contro la comitiva rivierasca: «Un adulto e 10 giovani, danni per decine di migliaia di euro»

MUGGIA. Entrano nella Malga Pizzul per ripararsi dal freddo ed evitare una notte all’addiaccio ma causano danni per decine di migliaia di euro. Protagonisti dieci scout di Muggia accompagnati da un adulto. Un esposto è stato presentato dal primo cittadino di Paularo Daniele Di Gleria, ai carabinieri del paese. «Giovedì mattina – racconta il sindaco – il corpo forestale, in normale perlustrazione nella zona, ha trovato la casera aperta con all’interno un gruppo di boy scout, 10 giovani accompagnati da un adulto di Muggia».

La struttura, di proprietà del Comune e data in gestione a persone del luogo, presentava danneggiamenti alle due porte d’ingresso e a una finestra, forzate, oltre ai danni provocati dall’accensione di una termo cucina. «Gli scout – racconta il sindaco – hanno fatto bene a entrare nella malga per non incorrere nel pericolo di una notte all’addiaccio in alta quota, con oltre un metro di neve e con temperature sotto zero, ma avrebbero dovuto agire in maniera più civile».


Di Gleria prosegue raccontando che i boy scout si sarebbero trovati alla casera, a quota 1625 metri nella valle dell’Incarojo, mentre erano diretti verso un‘altra struttura, ma che il buio, erano le 16 di mercoledì, li ha spinti a fermarsi a Pizzul. «Gli scout – prosegue il primo cittadino di Paularo – hanno sostenuto di aver trovato la struttura aperta, ma i gestori affermano che questa era stata chiusa a chiave due giorni prima».

Il sindaco non imputa loro l’accesso alla malga «hanno fatto bene piuttosto che mettere a repentaglio le loro vite, ma con le infrastrutture moderne, avrebbero potuto prendere delle fotografie della struttura prima di entrare e successivamente, segnalando subito al 112 o alle forze dell’ordine la loro posizione». Questo probabilmente avrebbe evitato danni alle infrastrutture della malga. «Gli scout – riferisce ancora il sindaco – sono rimasti in malga anche giovedì, e poi sono andati via. Probabilmente se la forestale non li avesse trovati, nessuno ancora saprebbe dei danni alla malga».

Per il riscaldamento i boy scout, secondo quanto esposto dal primo cittadino, hanno acceso una termo cucina che era stata svuotata dall’acqua sanitaria dai gestori alcuni giorni prima, danneggiandola. «Se ci avessero informati della loro presenza in malga – termina Di Gleria – avremmo fatto loro presente di accendere solamente la stufa, o avremmo attivato i soccorsi, invece ora ci troviamo con danno di decine di migliaia di euro».

Domani i tecnici del Comune di Paularo effettueranno una risalita sino alla malga per l’esatta conta dei danni.
 

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