Un incontro sul valore sensoriale del chicco

Dei mille e più volti di Trieste, quello legato al mondo del caffè ha un ruolo di rilievo. Solitamente, quando si pensa al caffè, la nostra mente va subito all’aromatica, stimolante bevanda. Ma ci...

Dei mille e più volti di Trieste, quello legato al mondo del caffè ha un ruolo di rilievo. Solitamente, quando si pensa al caffè, la nostra mente va subito all’aromatica, stimolante bevanda. Ma ci sarà chi citerà i locali pubblici dove si consuma l’espresso. Non da meno però, la pianta che origina il pregiato seme. Da ciò si comprende come sia variegato l’universo che contraddistingue il verde-brunito chicco e il conseguente estratto. Pertanto era necessario che, oltre alle molteplici realtà che qui operano, si provvedesse alla costituzione di una realtà associativa che ne potesse declinare i diversi aspetti. Ci ha pensato l’Associazione Museo del Caffè che a Trieste ha la propria sede, anche se nel suo direttivo oltre alla componente locale, vi sono un bolognese e perfino un elvetico o, per meglio dire, un friulano che opera a Zurigo da oltre cinquant’anni.

Il sodalizio caffettiero si è costituito il 14 febbraio 2017, attraverso quattro soci fondatori che hanno voluto così concretizzare un progetto culturale che, per la verità, è presente dal lontano marzo 2001 e che, dall’ottobre 2004, attua delle partnership fra musei europei del caffè. Infatti, ogni due anni, quale iniziativa parallela alla grande rassegna fieristica TriestEspresso expo (che quest’anno si svolgerà dal 25 al 27 ottobre) organizzata da Aries Trieste, unisce realtà espositive collegate al settore. Finora sono entrati in rete i seguenti paesi: Germania, Svizzera, Austria, Francia, Ungheria, Olanda, Cipro.

Da settembre dell’anno scorso, ogni secondo venerdì del mese alle 17.30 all’hotel Victoria di via Oriani, si tengono degli incontri gratuiti di accrescimento informativo e culturale nel settore. Il prossimo il 12 gennaio nel quale interverrà Pietro Aloisio, presidente di AsSenso, organismo pordenonese che si occupa di analisi sensoriale. Dice Aloisio: «Quando il produttore è conscio dell’alto valore sensoriale del suo prodotto, ecco allora che compare come d’incanto il marketing avendo a disposizione strumenti fidati di misurazione delle componenti essenziali del prodotto utilizzato».

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