Tutto esaurito il tendone per i migranti

Nella prima notte occupati i 60 posti letto. Una trentina restano fuori e finiscono alla Caritas. Don Zuttion: «Ora i trasferimenti»

È stata subito una notte da tutto esaurito, la prima del tendone che ospita i richiedenti asilo nell’area esterna dell’istituto “Contavalle” di Sant’Anna. Anzi, qualcosa di più, visto che i 60 posti disponibili all’interno della struttura riscaldata non sono stati sufficienti – ed era prevedibile – a mettere al riparo dalla pioggia che mercoledì sera è tornata a bagnare con insistenza la città tutti i migranti senza una sistemazione. Una trentina sono rimasti fuori, ed hanno trovato alloggio temporaneo nel salone della sede di piazza San Francesco della Caritas, un po’ come capitava anche prima dell’apertura del tendone. Insomma, per un passo avanti sostanziale ed importante, con il tendone che evita a decine di persone di prendere freddo e acqua, dando loro una sistemazione dignitosa, c’è da evidenziare che l’emergenza è tutt’altro che risolta. E considerando i ritmi serrati dei nuovi arrivi di migranti in città negli ultimi giorni, se non vi saranno a breve trasferimenti dalle strutture di accoglienza oggi piene non passeranno molti giorni prima che la situazione torni al collasso. «Dopo la chiusura della galleria Bombi ad una breve fase iniziale in cui gli arrivi erano diminuiti, è seguita una ripresa cospicua – spiega don Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana –, ed anzi abbiamo avuto picchi importanti anche di 25 nuovi richiedenti giunti in una sola giornata. Ora il tendone dà un aiuto notevole, ma sarà necessario procedere presto a dei trasferimenti, che mi risultano essere già stati richiesti, perché sono tanti i migranti. Continuano ad arrivare e non potremo avere posto per tutti». Non tutti gli ospiti della struttura temporanea hanno diritto all’accoglienza, e non avrebbero dunque nemmeno la possibilità di essere trasferiti altrove: si tratta ad esempio di coloro che sono a Gorizia per rinnovare il permesso di soggiorno, o di coloro che sono stati espulsi da strutture d’accoglienza per intemperanze e infrazione delle regole, o ancora di chi ha scelto di non lasciare Gorizia, pur destinato a strutture collocate altrove, per poter restare nella città dove è presente la commissione.

Intanto la prima notte al “Contavalle” – dove il cortile che ospita il tendone è “blindato”, sia durante la notte che durante il giorno – è passata senza intoppi. Sono stati fatti entrare e sistemati i primi sessanta migranti, in gran parte pakistani, che hanno potuto dormire al caldo e all’asciutto, mentre altri 33, per i quali non c’era evidentemente posto, hanno trovato riparo alla Caritas. Ieri mattina di buon’ora, come previsto dal regolamento della struttura, tutti i richiedenti hanno dovuto lasciare il tendone. Dove sono presenti i servizi igienici, ma non è possibile invece mangiare, per ovvie questioni igieniche e per la necessità di mantenere il più possibile l’ordine e la pulizia. Così per i pasti i migranti devono recarsi altrove, e questo altrove è stato individuato negli spazi della parrocchia di San Rocco, messi a disposizione da don Ruggero Dipiazza. Qui la robusta e instancabile macchina dei volontari si sta organizzando per portare quantomeno dei panini e, a regime, farà confluire le pietanze preparate come al solito a casa da ognuno. La difficoltà maggiore, anche in questo caso, è legata alla gestione dei numeri, che sono evidentemente importanti. Preparare e distribuire pasti per una novantina di persone (ad oggi, ma nelle prossime ore potrebbero essere di più) non è un compito facile, e soprattutto né le quantità di alimenti né i richiedenti asilo sono di volta in volta sempre gli stessi. Insomma, un nuovo capitolo dell’ormai lunga e dibattuta storia della presenza dei richiedenti asilo a Gorizia è iniziata. E il tendone di Sant’Anna ha aperto a quanto pare appena in tempo, date le condizioni meteo pessime delle ultime ore che, in base alle previsioni, non dovrebbero mutare al meglio in tempi brevi.

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