Gorizia, subito in fila al tendone allestito per 60 migranti

Gli interni della struttura che possono ospitare fino a 60 migranti (Fotoservizio Bumbaca)

La Caritas diocesana: «Gli arrivi non sono cessati. La realizzazione della struttura è stata finanziata dall’Arcidiocesi». Don Goina: «Rimarrà in piedi solo 90 giorni»

Tre mesi. Novanta giorni. Non uno di più. «Perché, oltre a quella scadenza, sarebbe necessaria un’autorizzazione di carattere urbanistico che noi non ci sentiamo di chiedere», scandisce con chiarezza il vicario episcopale, don Stefano Goina.

Pertanto, il tendone (aperto ieri, mercoledì 13 dicembre ai richiedenti asilo e allestito nell’area esterna dell’Istituto Contavalle) sarà un’esperienza temporanea, limitata, senza alcuna proroga. Non solo. La tensostruttura “rischia” di registrare subito il tutto esaurito: conta sessanta posti-letto («troppo pochi», per i volontari che lavorano in prima linea) e sono circa una sessantina i migranti senza un ricovero che erano alloggiati, in questi giorni, tra l’androna dell’oratorio “Pastor Angelicus” e l’atrio della sede di piazza San Francesco della Caritas. Quindi, potrebbe essere che sin da subito la struttura di accoglienza si riempia.


Gli arrivi non cessano

«In questi giorni – spiega don Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana – gli arrivi non si sono affatto fermati. Giovedì scorso, in un sol botto, ne sono arrivati quindici». Altro concetto forte che don Zuttion vuole specificare è che il tendone è stato allestito a spese dell’Arcidiocesi. «Non ci sono convenzioni in atto. Non ci sono possibilità di introito», chiarisce. «Non è vero – aggiunge – che l’accoglienza dei migranti va a discapito dell’attenzione per tutti gli altri bisognosi, e non è soprattutto vero che ci si guadagna qualcosa, dato che non abbiamo alcuna convenzione attiva per il tendone». La gestione è affidata infatti alla cooperativa Murice, ma i costi – questo va ripetuto – vengono coperti direttamente dalla Curia.

La tensostruttura è molto ampia: si estende per 24 metri per dieci ed è stata messa a disposizione da Medici senza frontiere per contribuire a dare una risposta di accoglienza a tutte queste persone. Il montaggio è stato affidato agli alpini dell’Ana che, con la consueta serietà, hanno portato a termine il lavoro in pochissimo tempo. Le brandine sono arrivate dalla Grecia e i posti sono sessanta, non uno di più.

La gestione e l’entrata

La sua gestione sarà coordinata dalla Caritas diocesana. Confermato che l’entrata al tendone sarà completamente indipendente rispetto a quella dell’Istituto Contavalle. In altre parole, gli ospiti della tensostruttura e la decina di persone ospitate al “Contavalle” (famiglie in situazioni particolari) non verranno mai in contatto. Verrà creato un percorso distinto.

In via Garzarolli troveranno sistemazione le persone senza accoglienza, ma solo per dormire e solo per la notte: la struttura aprirà la sera tra le 19.30 e le 21, e le uscite dovranno avvenire la mattina tra le 7 e le 8. I pasti continueranno invece probabilmente ad essere distribuiti (ma, sino a qualche giorno fa, non si sapeva ancora dove) dai volontari di “Insieme con voi”.

All’Istituto Contavalle sono stati installati anche sei bagni, quindi uno ogni dieci ospiti circa, mentre per le docce i richiedenti asilo potranno presto rivolgersi al centro San Giuseppe. Attenzione particolare verrà riservata anche a ordine e sicurezza: tutti gli ospiti del tendone verranno registrati quotidianamente, con i nomi comunicati poi a Prefettura e autorità. Durante la notte ci sarà un custode, mentre i due operatori dipendenti della cooperativa Murice impegnati a turno al “Contavalle” saranno affiancati di volta in volta anche da due o tre volontari.
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi