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Monte Sabotino, via libera al piano di valorizzazione

Vertice fra i sindaci Ziberna e Arcon, il consigliere Hassek e il vicesindaco sloveno Sito assai poco curato. Si vuole farlo diventare simbolo della Grande Guerra

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Una risorsa largamente sotto-utilizzata. Come tante, purtroppo, da queste parti. È il monte Sabotino, uno dei luoghi simbolici della Grande guerra. Ma, ora, sembra essere arrivato il momento della sua valorizzazione sotto il profilo turistico.

Le amministrazioni comunali di Gorizia e di Nova Gorica hanno le idee chiare e vogliono valorizzare il monte in chiave transfrontaliera, anche creando un collegamento definito fra i siti di rilevanza storica.

È questo uno dei progetti su cui lavoreranno i sindaci di Gorizia Rodolfo Ziberna e di Nova Gorica Matej Arcon che si sono incontrati, nei giorni scorsi, proprio sul Sabotino. Insieme a loro il vicesindaco di Nova Gorica, il consigliere comunale di Gorizia Franco Hassek e l’esperto Mario Muto (Centro ricerche archeologiche e storiche del Goriziano) che, da anni, sta cercando di migliorare l’appeal del versante italiano dove si trova l’ex caserma. Ed è stata proprio questa la prima tappa del sopralluogo del sindaco, il quale ha visitato la mostra allestita all’interno sui personaggi della Grande guerra e ha visionato i lavori di sistemazione effettuati nella struttura grazie a un finanziamento della Fondazione Carigo.

«È evidente che il sito italiano, nel suo complesso, è valorizzato pochissimo. Se non fosse per la passione di Muto, non ci sarebbe praticamente nulla – ha evidenziato Ziberna – nonostante la disponibilità di alcuni dei soggetti che hanno competenza in quest’ambito, a partire dalla Brigata Pozzuolo a partecipare a progetti di miglioramento di questo luogo che, non scordiamolo mai, è uno dei simboli del sacrificio di migliaia di giovani durante la Grande guerra. So che, in passato, sono già stati effettuati dei tentativi con il ministro della Difesa affinché venisse fatto un investimento per recuperare i tanti segni della memoria presenti in quest’area e potenziare la viabilità ma voglio provarci di nuovo perché lo Stato italiano non può dimenticarsi di questi luoghi. E ci metto anche il monte Calvario, su cui, insieme all’associazione Primula e al consigliere Rinaldo Roldo stiamo costruendo un programma di recupero».

Il primo cittadino, quindi, insieme ad Hassek e Muto, ha raggiunto il rifugio sul versante sloveno dove, ad attenderlo, c’erano il sindaco di Nova Gorica Matej Arcon, insieme al vicensindaco. Entrambi, nell’ottica di una collaborazione a tutto campo fra i due Comuni, hanno concordato sulla necessità di intensificare, anche in chiave turistica, i programmi di sviluppo di questa particolare area transfrontaliera. «L’ideale – si è convenuto – sarebbe creare un collegamento diretto sia pedonale sia veicolare, fra il versante italiano e quello sloveno ora raggiungibili solamente attraverso strade presenti nei rispettivi Stati. È vero che già oggi ci sono sentieri che consentono l’attraversamento pedonale del confine ma anche questi dovrebbero essere sistemati, segnalati e regolamentati e, quindi, è necessario creare le basi per sviluppare al meglio un turismo storico e naturalistico che, sicuramente, attirerebbe molti appassionati».

Peraltro, è emerso come Muto e il gestore del rifugio e del museo sloveni stiano collaborando da tempo anche per risolvere alcuni problemi pratici come il rifornimento idrico, ancora in parte irrisolti. E proprio loro, insieme al consigliere Hassek, grande appassionato della storia del monte Sabotino, hanno stimolato i due sindaci a impegnarsi per una valorizzazione transfrontaliera. «Sicuramente le due amministrazioni lavoreranno insieme per realizzare questo progetto – hanno assicurato Ziberna e Arcon – che rientrerà nel programma di valorizzazione turistica dell’area transfrontaliera».

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