Centro islamico a Lubiana: finiti i soldi e stop ai lavori

Il centro islamico a Lubiana

Mancano ancora 13 milioni che si aggiungono ai 15 già erogati dal Qatar

LUBIANA. La costruzione del Centro islamico a Lubiana con annessa moschea e minareto si è fermata. Per concludere il progetto mancano nelle casse 13 milioni di euro come ha precisato lo stesso mufti Nedžad Grabus. «In verità - ha dichiarato - siamo contenti perché abbiamo realizzato più di quanto avevamo pensato cinque anni fa». La prima pietra, ricordiamo, è stata posta simbolicamente nel settembre del 2013 mentre i lavori di costruzione sono iniziati nel maggio del 2015. La prima fase dell’opera con la costruzione dei vari obiettivi, compresa la moschea e il minareto, si è conclusa nel 2016 ma con essa sono finiti anche i soldi per cui mancano ancora tutte le realizzazioni artigianali e l’impiantistica. In tutto, come detto, servono ulteriori 13 milioni di euro.



«È vero che la maggior parte dei finanziamenti fin qui sono stati erogati dal Qatar - ha confermato il mufti - ma nessuno riuscirà a credere quanto siano stati generosi in donazioni i musulmani della Slovenia, forse i più generosi in questa parte del mondo». Il Qatar ha fin qui erogato 15 milioni di euro mentre i fedeli musulmani della Slovenia sono riusciti a raccogliere quasi 5 milioni di euro. Perché questo lievitare dei costi? La spiegazione la dà lo stesso mufti. Gli architetti hanno realizzato un progetto molto più impegnativo rispetto a quello che pensava all’inizio la Comunità musulmana e anche i materiali usati sono molto cari. «Quando parlavamo della costruzione del Centro islamico - precisa Grabus - non sapevamo quanto questo verà realmente a costare e come si svilupperà la costruzione. I tempi poi si sono allungati, abbiamo dovuto aspettare per cinque anni solamente per ottenere il terreno necessario e per avere i permessi necessari alla costruzione» e ha altresì precisato che le pratiche di passaggio di proprietà dei terreni dove passa una strada non sono ancora stati definiti. Secondo il mufti ora servono ancora 13 milioni di euro, 10,6 dei quali necessari per i avori edili e 2,4 milioni per le attrezzature.



Se la Comunità musulmana della Slovenia non riuscirà a racimolare l’intero importo per finire l’opera è stato deciso che si procederà solamente con la conclusione dei lavori per quel che riguarda la moschea, il garage per le auto e la pavimentazione sterna il luogo di culto. Cifra necessaria stimata: 3 milioni di euro. Così i musulmani potrebbero lasciare il luogo che li ospita per le preghiere del venerdì nel rione di Fužine della capitale slovena, preghiere che vedono raccogliersi ogni settimana fino alle mille persone, mentre per le festività più importanti utilizzano il palasport di Kodolje. L’affitto degli spazzi per le preghiere a Fužine costa 3mila euro al mese.

Il mufti, comunque, conferma che è in corso un dialogo con le autorità competenti del Qatar per chiedere loro di completare l’opera. Si è pensato a un prestito ma le condizioni, per Grabus, sono poco favorevoli. Qualcuno ha proposto di vendere i beni che la Comunità detiene nel Paese ma qui il mufti è stato irremovibile: «Se si vendono gli immobili io me ne vado, perché questi, finita la moschea, potremo affittarli e quindi avere dei ricavi. L’ultima frecciata del mufti è allo Stato sloveno che roga finanziamenti a varie comunità religiose ma che ai musulmani non ha mai dato un euro.

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