Tweet contro Bonino, bufera bis su Savino

Il tweet che ritrae Emma Bonino mentre pratica un aborto durante le battaglie radicali per la libertà di scelta

La forzista reagisce alle critiche condannando le battaglie civili per l’aborto. Insorge il ministro Fedeli. Serracchiani solidale

TRIESTE. Sandra Savino non si ferma più. La polemica contro Debora Serracchiani («una donna senza figli difficilmente può capire quali sono le necessità delle famiglie») assume ormai i contorni del famigerato effetto palla di neve. Prima la parlamentare di Forza Italia viene criticata da Emma Bonino sulle colonne del sito di Vanity Fair, poi replica duramente in serata, pubblicando sul proprio profilo Twitter la celebre foto d’epoca dell’esponente radicale intenta a praticare un aborto, accompagnata da un commento che di fatto mette al bando le battaglie civili per la libertà d’aborto.


Dopo essere rimbalzato nei giorni scorsi a livello nazionale, con articoli ed editoriali su Repubblica e Il Corriere della Sera, il caso è tornato a riaccendersi ieri con le dichiarazioni rilasciate da Bonino sulle parole della parlamentare triestina. Secondo l’ex ministro degli Esteri «le donne hanno la capacità di essere raramente mediocri. Ma quando ci si mettono, riescono a essere fortemente bizzarre». Bonino si dice «sdegnata» per le affermazioni di Savino, descritte come «frutto del solito stereotipo: “Se non hai figli, non sei una donna completa”. Equivale a sostenere che si può occupare di carcere solo chi è stato in galera, di divorzio solo chi non ha un matrimonio felice, e così via».



Ciò che tuttavia provoca l’eccesso di reazione della deputata triestina è il ragionamento di Bonino, che spiega di aver scelto di non avere figli, precisando di ritenere che la maternità debba restare una scelta individuale e libera. Al proposito l’esponente radicale chiede «un tagliando alla legge 194 (sull’interruzione di gravidanza, ndr)» per «riuscire a garantire i servizi negli ospedali, rispettando il diritto all’obiezione di coscienza dei dottori. E di supportare tecniche meno invasive, come l’aborto farmacologico».

In serata arriva il fallo di reazione di Savino: la foto dell’aborto. E il commento: «Ha ragione Emma Bonino, siamo donne profondamente diverse. Io sarò anche mediocre ma non mi faccio certo dare lezioni di maternità da lei». Cercata al telefono dal Piccolo, Bonino risponde ricordando il valore delle battaglie radicali: «Non voglio insegnare niente a nessuno. Dico solo che in Italia c’era la piaga dell’aborto clandestino per centinaia di migliaia di persone. Per fortuna con le nostre iniziative l’abbiamo superata con la legge 194, che è una legge dello Stato, anche per la signora Savino».



Sul tema interviene la ministra Valeria Fedeli: «Colpisce la pessima qualità del dibattito, con attacchi alle persone e alle legittime scelte di vita. Sono indignata da questi attacchi verso due donne come Debora Serracchiani e la meravigliosa Emma Bonino. In politica non si può attaccare la soggettività: fermiamoci, diamo attenzione ai bisogni e misuriamoci sulle proposte».

In difesa di Bonino si schiera la stessa Serracchiani: «Emma è una statista, tra quelle che più hanno fatto in Italia per le donne, anche per liberarle dalla piaga dell’aborto clandestino. Resuscitare uno scontro chiuso col voto degli italiani significa avere la testa ancora negli anni Settanta». Per la segretaria regionale del Pd, Antonella Grim, «c’è in effetti una distanza siderale fra queste concezioni sul ruolo della donna e della maternità. Savino ha una visione medievale e persevera. Il centrodestra ci fa andare alla ribalta nazionale solo con svarioni disastrosi, dalla rimozione dello striscione per Giulio Regeni al divieto per le unioni civili. Una vergogna».

 

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