Parcheggi selvaggi per vedere l’esorcista: San Dorligo in rivolta

Proteste contro le decine di pullman in arrivo da oltreconfine che intasano ogni fine settimana la provinciale di Prebenico

Dalla Croazia a Trieste: il viaggio di centinaia di fedeli per il prete esorcista

TRIESTE. Balzata agli onori della cronaca, perché oramai si trasforma periodicamente in parcheggio per i numerosi pullman delle centinaia di fedeli che vanno ad assistere alle funzioni religiose dell’esorcista di San Giuseppe della Chiusa, il famoso padre “Rozo”, ora diventa anche oggetto di un’aspra polemica a causa della carenza della segnaletica.

I pullman parcheggiati sulle stradine di San Giuseppe della Chiusa

Parliamo della provinciale 11, detta “di Prebenico”, cioè la strada che dal bivio ad H scende verso Bagnoli della Rosandra, rasentando gli abitati di San Giuseppe della Chiusa, Sant’Antonio in Bosco e Moccò. All’incrocio di questa strada con la bretella da cui si accede alla Grande viabilità, e all’ingresso della lunga galleria che porta a Basovizza, è sistemato un segnale che prevede il divieto di transito sulla 11 per i veicoli di massa superiore alle 7,5 tonnellate. In sostanza, camion e mezzi pesanti che superano tale misura non dovrebbero poterla utilizzare per scendere verso la vallata di San Dorligo. «Invece - protesta Boris Gombac, capogruppo in Consiglio comunale della lista Uniti nelle tradizioni - il passaggio di camion di ogni dimensione e peso è costante. Gli autisti si fanno beffe del divieto, con grave pericolo per i residenti».

Ma non basta: Gombac segnala un’incongruenza che trova conferma poche centinaia di metri più a valle. «All’altezza dell’uscita dalla 11 per San Giuseppe della Chiusa - spiega - c’è un identico segnale, che conferma il divieto di transito per i mezzi che superano il peso di 7,5 tonnellate, ma accanto a esso c’è anche la chiara indicazione che esiste una deroga, giustificata dal fatto che ancor più a valle opera da tempo la cava Pietra Scoria srl. Delle due l’una - si interroga l’esponente dell’opposizione - o si posiziona un cartello di deroga anche in testa alla strada, cioè all’incrocio per la Grande viabilità, oppure si toglie quello sistemato all’ingresso di San Giuseppe, dove i camion più pesanti non dovrebbero comunque mai arrivare in conseguenza del primo cartello».



Il problema è diventato di grande attualità con l’esplosione del fenomeno legato alle funzioni di don “Rozo”. L’afflusso di centinaia di persone in occasione delle funzioni che culminano con l’imposizione dell’olio, che si registra molto spesso al sabato, comporta una serie di conseguenze piuttosto evidenti: la prima è un considerevole aumento di traffico lungo la strada “di Prebenico”, dove le corriere che provengono per la maggior parte dalla Croazia trovano ricovero, spesso per l’intera giornata. Si tratta però di posteggi selvaggi, ricavati alla meglio lungo il margine della strada. È evidente che, se per i camion che superano le 7,5 tonnellate di peso è stato istituito il divieto di transito, ciò significa che la strada non è adatta per il passaggio di mezzi di grandi dimensioni.

 

Sono in tanti a chiedersi se sia opportuno invece che lo possano fare le corriere dei fedeli. Soprattutto davanti a una evidente incongruenza dei segnali. «Siamo consapevoli della problematica - replica Roberto Potocco (Pd), presidente della Commissione ambiente del consiglio comunale di San Dorligo della Valle - del resto la strada di Prebenico era una provinciale, perciò di competenza di un ente che oggi non c’è più e che fu l’autore del posizionamento dei segnali. Cercheremo di risolvere a breve».

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