Gli allievi del Deledda Fabiani “adottano” le lapidi sul colle di San Giusto

Alcuni studenti impegnati nel progetto di mappatura delle lapidi del parco della Rimembranza (Lasorte)

Scatta l’operazione pulizia dentro al Parco della Rimembranza E il Comune lancia una app per il rilancio turistico del giardino

TRIESTE Da area semi dimenticata a tassello fondamentale del sistema museale della città. Il Parco della Rimembranza, il grande giardino alberato che si estende sotto il castello di San Giusto e da cui si gode di una magnifica visuale su Trieste, sarà abbellito, dotato di un’applicazione di facile utilizzo da parte dei turisti, e le sue lapidi saranno riorganizzate e classificate. È questa la promessa fatta ieri dall’assessore comunale per la Cultura, Giorgio Rossi, intervenuto sul colle, ai piedi della fontana di Montuzza, per ringraziare pubblicamente i veri artefici dell’opera di riordino delle circa mille lapidi che sono sistemate sotto i cipressi del Libano, cioè la cinquantina di studenti dell’istituto tecnico Deledda Fabiani che, sotto la guida di alcuni docenti, stanno portando a termine un prezioso lavoro di mappatura della zona e di elencazione della lapidi presenti.



«Quest’area era quasi del tutto abbandonata - ha detto Rossi -. Un degrado che non possiamo permetterci. Al contrario dobbiamo fare in modo che il sito si trasformi in un potenziale turistico per Trieste. Abbiamo in città alcuni musei che aprono per pochissime ore e altri che sono scarsamente pubblicizzati. Il Parco della Rimembranza, con il suo alto valore di memoria, deve tornare a essere un punto di facile accesso, coinvolgente per chi arriva a Trieste».

Roberto Di Mattei, uno degli insegnanti che sta affiancando gli studenti dell’istituto superiore, in questo particolare impegno, ha spiegato che «la riqualificazione del Parco rientra nell’ambito di un progetto iniziato nel 2015, definito in collaborazione fra la nostra scuola e la Direzione dei Civici musei di Storia e Arte. Nello specifico, qui nel Parco - ha evidenziato - il compito dei ragazzi è catalogare le lapidi, cercando di ricostruire, attraverso studi e approfondimenti la biografia di coloro che qui sono ricordati con nomi e date». Con Di Mattei coordinano il progetto gli insegnanti Pietro Todaro, Matteo Bertuzzi e Annalisa Palmieri.

Sotto i cipressi sono ricordati i caduti della Prima guerra mondiale, ma anche numerosi militari che perirono nei conflitti di Spagna ed Etiopia, tra cui parecchi marinai, e anche civili. «Fino agli anni Settanta - ha sottolineato lo storico Roberto Spazzali, coordinatore scientifico del progetto - a Trieste sono pervenute richieste di familiari e amici che chiedevano informazioni relative a persone ricordate in questo luogo. Ridare al Parco della Rimembranza il suo giusto ruolo nel contesto storico e culturale della città è un dovere per tutti noi».

Spazzali ha esposto all’assessore Rossi quelli che sono i principali problemi del Parco: «Nella zona alta lo stato di conservazione è buono - ha detto -. È invece nella parte bassa l’area dove bisogna intervenire con maggiore impegno. Mi è personalmente capitato di trovare lattine e bottiglie di birra sparse sul prato e addirittura qualche siringa. Manca poi l’illuminazione - ha continuato Spazzali -, fattore che elimina la possibilità di visitare il Parco nelle ore serali. Bisogna infine tener conto che le piogge acide di questi anni rovinano i cippi e che non manca purtroppo anche qualche atto vandalico».

I Parchi della Rimembranza furono istituiti dal ministero dell'Istruzione nel 1923 e affidati alla cura degli studenti per perpetuare la memoria dei caduti. In tutta Italia ne furono allestiti 1084 e quello di Trieste fu inaugurato nel 1926.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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