Trieste, scatta il piano telecamere in centro. La movida ora è sotto osservazione

Il cartello esposto all'inizio di via Torino

Una necessità che mette d’accordo tutti: aumentare gli strumenti di videosorveglianza nei diversi punti sensibili della città per garantire una maggiore sicurezza

Una necessità che mette d’accordo tutti: aumentare gli strumenti di videosorveglianza nei diversi punti sensibili della città per garantire una maggiore sicurezza. Un anticipo della risposta su questo fronte è già visibile. È recentissimo infatti il via all’installazione da parte del Comune di dieci nuove telecamere, tra cui una che punta dritto su via Torino, la zona per eccellenza della movida triestina. Ma non solo. Si focalizzano soprattutto sulle zone pedonali, tra cui via San Nicolò e via Dante con la vituperata statua di Umberto Saba, che finalmente potrà fumarsi in pace la propria pipa, grazie a un obiettivo ad altissima risoluzione. Le novità si aggiungono alle già esistenti 140 telecamere comunali (di cui 72 tra fisse e motorizzate anche con wifi, 68 perimetrali, inserite anche nello stadio Rocco). Di queste, una trentina sono state riparate o sostituite dalla nuova amministrazione.



In questi giorni si sta concludendo dunque l’allestimento di questi dieci nuovi apparecchi che fanno parte di un appalto avviato ancora dalla precedente amministrazione, per applicare una convenzione siglata nel 2014 nell’ambito del Programma regionale di finanziamento in materia di sicurezza. Era un pacchetto da sistemare nella zona “movida” con il circuito “telecamera amica”, «quando ancora - spiega il vicesindaco Pierpaolo Roberti - non era stato modificato il regolamento della videosorveglianza approvato a giugno scorso». L’aggiornamento ha inglobato le ultime norme in termini di tecnologia e privacy. Tra cui la regola che prevede le telecamere anche nelle zone pedonali per il controllo del territorio, non solo della viabilità e del traffico.



Saranno sotto osservazione anche i punti strategici di vie e piazze del centro città per sorvegliare obiettivi sensibili, zone a rischio, le manifestazioni di piazza e appunto l’afflusso serale di massa nei locali di tendenza per i drink e la musica all’aperto, dove si radunano i giovani nelle serate del divertimento. In via Torino e in altre parti del centro si concentrano molte persone e con esse continue lamentele dei residenti per i forti schiamazzi, la musica alta ed episodi che disturbano la quiete pubblica. Nelle vicinanze, si sono registrati anche casi di violenza dopo una certa ora della notte, scaturiti anche a causa di qualche bicchiere di troppo.


Da più parti infatti è arrivata la richiesta di un maggior numero di strumenti per la videosorveglianza. Da consiglieri comunali, cittadini, Procura e forze dell’ordine. Istanze che vengono ulteriormente recepite grazie a un’altra azione in corso d’opera. Roberti e l’assessore ai Sistemi informativi e telematici Serena Tonel stanno lavorando a un piano ad hoc, in accordo con la Polizia locale, che sta prendendo forma. «Stiamo predisponendo un piano di videosorveglianza - annuncia Tonel - che faccia il punto sulle necessità e le risorse necessarie». «Abbiamo unito in unico elenco le esigenze delle forze dell’ordine e della Prefettura, dei cittadini e delle circoscrizioni - aggiunge Roberti -, per capire dove mettere, dal centro alla periferia, altre telecamere». Queste necessità sono state in parte tamponate con l’arrivo delle dieci apparecchiature in fase di montaggio. Ma oggi in Consiglio comunale, che si riunirà anche per votare la variazione di bilancio, verrà presentato un emendamento per chiedere altri 20mila euro per installare nuove telecamere.



Altri apparecchi potrebbero anche puntare su piazza Hortis per osservare il giardino, come richiesto dal consigliere di Forza Italia Piero Camber durante l’inaugurazione del piccolo polmone verde restaurato da poco. Rientra nella stessa tematica una mozione del consigliere leghista Michele Claudio, che sottolineava anche il bisogno di monitorare il cimitero di Sant’Anna a causa dei costanti furti di ogni tipo.

Potrebbe avere esito positivo anche il sopralluogo del collega Michele Babuder (Fi) eseguito nella zona Urban su indicazione di alcuni residenti, che «hanno lamentato la presenza di individui poco raccomandabili e asserito spaccio. Li ho incontrati anche con il vicesindaco Roberti. Ho proposto di sfruttare la decina di telecamere, ora non operative, che facevano parte degli edifici ex Ardiss, ora comunali».

 

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