Trieste, le letterine di San Nicolò per i precari dell’infanzia

La protesta dell’Usb in piazza Unità

Iniziativa dell’Usb che ha appeso agli alberi in piazza Unità le richieste al Comune «L’amministrazione onori l’impegno e stabilizzi i 150 lavoratori che aspettano»

Una letterina di San Nicolò, appesa in più copie sui rami degli alberi di Natale allestiti in piazza Unità. È questo l’inedito regalo che il sindaco Roberto Dipiazza ha trovato ieri mattina sotto le finestre del suo ufficio. A sistemare le letterine sono state alcune lavoratrici del settore Servizi educativi e scolastici del Comune, che hanno aderito all’originale iniziativa di protesta, promossa e organizzata dall’Usb del pubblico impiego, a margine della consegna in Municipio della petizione nella quale si chiede all’amministrazione di «mantenere la gestione diretta dei servizi educativi e scolastici».

L’iniziativa


«Volevamo lanciare un segnale – ha spiegato Maria Pellizzari, della segreteria provinciale dell’Usb Pubblico impiego – e abbiamo deciso di lasciare queste letterine sugli alberi di Natale, per sottolineare la nostra ferma volontà di ottenere quegli obiettivi che riteniamo giusti». Nel concreto, la sigla sindacale autonoma chiede un impegno dell’amministrazione «a rispettare quelle promesse fatte in campagna elettorale – ha ricordato Pellizzari – che garantivano la stabilizzazione dei circa 150 precari, in gran parte donne, molti dei quali hanno maturato i requisiti per essere assunti a titolo definitivo. Grazie a questi supplenti – ha detto Pellizzari – l’erogazione dei servizi pubblici all’infanzia in questa città non ha conosciuto interruzioni negli ultimi anni».

La letterina appesa su uno degli abeti di Natale


L’invito al sindaco

Le rivendicazioni sono state riassunte nella letterina appesa ai rami degli alberi di Natale, che inizia come da tradizione con le parole “Caro San Nicolò” e prosegue chiedendo personalmente a Dipiazza di «fare uno sforzo di memoria in relazione all’impegno dichiarato dall’amministrazione di investire nei servizi educativi comunali».

Le motivazioni

La preoccupazione dei precari e dell’Usb è originata dal fatto che «l’intenzione del Comune – ha aggiunto Pellizzari – sembra essere di segno opposto. Ci risulta che la giunta stia per iniziare un processo di cessione di parte dei servizi appaltandoli a privati, attraverso un’opera di esternalizzazione. Di investimenti – ha proseguito la rappresentante sindacale – non c’è alcuna traccia. Chiediamo soltanto un lavoro stabile, che resti pubblico, accessibile a tutti e di qualità. Soltanto la gestione diretta dei Servizi educativi e scolastici – ha continuato –, accompagnata da adeguati investimenti su personale e strutture, è in grado di garantire continuità e qualità ai servizi stessi, nonché condizioni salariali e lavorative dignitose agli operatori. Va anche evidenziato – ha concluso Pellizzari – che in pochi giorni siamo riusciti a raccogliere ben 700 firme in calce alla petizione, con il coinvolgimento di parenti e colleghi. Un segnale che deve essere colto da chi ne ha la facoltà».

L’intervento

Pochi minuti dopo la simbolica azione di protesta nel segno delle letterine, sono intervenuti alcuni vigili della Polizia locale, che hanno provveduto a rimuovere dagli alberi i fogli con il relativo testo.

La replica

Dal Comune, la replica è affidata all’assessore alle Risorse umane, Michele Lobianco. «Quando mi sono insediato – ha detto – ho dato avvio alla più imponente programmazione di concorsi per le assunzioni che si possa ricordare negli ultimi vent’anni di storia di questo Comune. Basta entrare nel sito istituzionale della Rete civica – ha precisato il componente dell’esecutivo guidato dal sindaco Dipiazza – per trovare tutte le indicazioni necessarie, perciò non voglio entrare in ulteriori polemiche. Credo invece che i fatti stiano a dimostrare la volontà mia e dell’amministrazione di procedere in una direzione che prevede la partecipazione, di chiunque ne abbia la volontà e i titoli – ha osservato Lobianco –, a concorsi per le assunzioni nei vari settori della macchina comunale. È questa – ha concluso – la migliore risposta alle proteste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».
 

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