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Trieste, uno scienziato dell'Icgeb fra i sopravvissuti all'attentato di New York

Un ricercatore che ha iniziato la sua carriera a Trieste fra i ciclisti argentini colpiti nell'attentato di Manhattan. Il direttore dell'istituto, Mauro Giacca: "Siamo sconvolti. Una persona straordinaria"

di Micol Brusaferro
1 minuto di lettura

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C'è un ricercatore che ha iniziato la sua carriera a Trieste fra il gruppo di ciclisti argentini colpito ieri, martedì 31 ottobre, nell'attentato avvenuto a Manhattan di New York.

Martin Ludovico Marro, questo il suo nome, è rimasto ferito ed è ricoverato presso il Presbiterian Hospital di Manhattan, fuori pericolo ma ancora in terapia intensiva.

In particolare, Marro aveva portato a termine il dottorato, tra il 1997 e il 2001, all’International Centre for Genetic Engineering and Biotecnology, più comunemente noto come l'Icgeb di Trieste. Ed è proprio in quegli anni a Trieste che il ricercatore argentino si sposò con la moglie, sua connazionale.

La notizia dell’attentato di New York ha a maggior ragione caricato d'ansia e preoccupazione gli animi di chi, a Trieste, con Marro aveva lavorato a stretto contatto per anni.

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Mauro Giacca, direttore dell’Icgeb, così come i compagni di laboratorio, lo ricordano come una persona gentile e simpatica, uno che aveva lasciato il segno e che era rimasto in contatto tuttora con alcuni amici ex colleghi triestini.

«Siamo tutti molto colpiti dalla notizia – sottolinea Giacca - lo conosco personalmente, una persona straordinaria, ho un bellissimo ricordo anche a distanza di tanti anni. E’ un ricercatore che proprio a Trieste ha gettato le basi per la sua carriera, che poi ha sviluppato con successo a Boston».

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