Trieste, il grazie degli sfollati «ai nostri angeli»

Licia assieme al compagno in una delle stanze dell’albergo Villa Nazareth dove è ospitata una trentina di sfollati di via Grego (fotoservizio di Massimo Silvano)

Fra gli abitanti di via Grego ospitati a Villa Nazareth. Licia: «I pompieri mi hanno salvata. E qui tutti ci aiutano e coccolano»

«Siamo contenti perché stanno tutti bene». Non servono altre parole a Loredana, assistente sociale del Comune di Trieste, per esprimere lo stato d’animo dei circa 70 sfollati due giorni dopo il grave incendio che martedì ha coinvolto lo stabile al civico 38 di via Grego a Borgo San Sergio. Loredana è uno degli “angeli” che, fin dalle ore immediatamente successive all’incendio, ha dato supporto alle famiglie. Non ha ancora trovato il tempo, né probabilmente la volontà, per fermarsi e riposare. E lo sanno bene i circa trenta sfollati ospitati temporaneamente dall’albergo Villa Nazareth.

Edoardo, Silvano, Gabriella, Alex, Licia: questi i nomi di alcuni degli ospiti della struttura di via dell’Istria. A circa quarantotto ore da quella che poteva essere una tragedia, se tutto ad esempio fosse accaduto di notte, riflettono proprio su quanto successo: «È stata una “fortuna” che l’incendio sia scoppiato di giorno – racconta Licia –, non voglio pensare a come sarebbe andata a finire se fosse successo di notte: sarebbe stata una strage».

Altri ospiti della struttura di via dell’Istria (Silvano)

È una donna dal carattere forte Licia, madre di due ragazzi, ma quando si trova a ripercorrere quei terribili momenti rivela una profonda sensibilità: «Posso dire di aver visto la morte in faccia – confida la donna – ricordo solo il fumo nero che aveva invaso il mio appartamento al nono piano, il panico, le mie grida e poi...sono arrivati loro, quelli che voglio definire i miei angeli, i tre vigili del fuoco che mi hanno tratta in salvo». A Licia si illuminano gli occhi quando pensa ai “suoi” angeli in divisa: tempestivi, infaticabili e capaci di infondere sicurezza e tranquillità alle persone coinvolte nell’incendio. «Se non ci fossero stati loro – prosegue emozionata Licia – forse non sarei qui a raccontare quello che è successo».

Le fa eco Gabriella, arrivata da poco a Villa Nazareth, gentile signora che nel complesso Ater meglio conosciuto dagli abitanti del rione di Borgo San Sergio come “Case dei puffi” vive da molti anni: «Abito al tredicesimo piano, e quando è scoppiato l’incendio ero appena rientrata a casa – racconta –. Ad un tratto ho sentito un odore acre. E visto quel terribile fumo nero. È stato un vigile del fuoco, un vero angelo, a prendermi per mano, proprio come si fa con un bambino, e con ferma delicatezza a guidarmi giù per le scale mettendomi in salvo».

Ora il pensiero di Gabriella va ai suoi quattro adorati cagnolini e al gatto, suoi inseparabili compagni di vita: «I miei cagnolini sono anziani e al momento, e solo per quattro giorni, sono ospiti del canile di via Orsera. Sono molto preoccupata per loro, perché non sono mai stati un giorno senza di me». Non sembrano invece aver perso il loro innato ottimismo Silvano ed Edoardo: «Siamo stati trattati tutti bene – spiegano i due – e non ci hanno mai lasciati soli, nemmeno un attimo». Passata la grande paura, gli ospiti della struttura alberghiera di via dell’Istria possono finalmente godersi una meritata tranquillità: «Qui ci trattano benissimo – sottolinea Licia –, ci coccolano e ci offrono ogni ben di Dio: colazioni abbondanti, pranzi, cene e tanta gentilezza da parte di tutti quelli che ci stanno accanto in questi momenti difficili per noi...qui non manca proprio nulla».

Adesso resta “solo” da capire quando gli sfollati potranno fare rientro nelle loro case: «Sono fiduciosa – spiega Gabriella –, per me è importante tornare nella casa in cui vivo da circa trent’anni, la mia casa».

 

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