Incendio a scuola, “Perco” inagibile

Data alle fiamme la sala dei docenti. Notevoli i danni. Alunni mandati a casa. Stabile posto sotto sequestro

Pesante atto vandalico ai danni della scuola media “Leopoldo Perco” di Lucinico. Ignoti si sono introdotti all’interno dell’istituto scolastico. E si sono immediatamente diretti nella sala docenti, posta al primo piano. Al contrario di quanto successo qualche notte prima al Liceo scientifico di piazzale Divisione Julia (dove gli intrusi erano stati presi subito), i delinquenti hanno avuto tutto il tempo di portare a termine il loro disegno. Hanno appiccato le fiamme a un armadio che conteneva libri, plichi di carte, documenti, cancelleria. I carabinieri, infatti, non hanno praticamente più dubbi nell’indicare la natura dolosa.

Ad accorgersi del fattaccio, alle 7.20 di ieri, un bidello che - come ogni mattina - era andato ad aprire la scuola, in attesa dell’arrivo degli alunni. Entrato nell’Istituto, aveva subito percepito un forte odore di fumo che si era diffuso, ormai, in tutti i locali. È stato in quel momento che è stato dato l’allarme con l’arrivo istantaneo di una gazzella dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Questi hanno immediatamente individuato l’incendio che era stato appiccato all’interno della sala insegnanti. Le fiamme hanno mandato in frantumi anche le vetrate che si affacciano al piccolo anfiteatro che caratterizza la struttura scolastica lucinichese. Danni notevoli, diversi mobili andati distrutti, pareti annerite.

Non mancano i punti interrogativi. Non è stato individuato alcun segno di effrazione. In altre parole, non è chiaro da che parte possano essere entrati. Le porte e le finestre non evidenziano, apparentemente, alcun segno di forzatura.

Altro elemento: nel giardinetto di Lucinico, che si trova accanto alla sede de “La Salute”, di fronte al bar Corallo, sono state trovate un paio di scarpe, una bottiglia di vino in frantumi, alcune lattine di birra, un pennarello indelebile e una bomboletta spray con la quale sono state vergate, a terra, scritte inquietanti con contenuto satanico. Potrebbe essersi trattato (ma è soltanto una delle ipotesi al vaglio) delle stesse persone che, prima di entrare nella scuola, si sono date appuntamento lì, hanno bevuto e hanno architettato il loro piano.

Perché le due circostanze vengono messe in relazione? Sul tetto della scuola ci sono altre scritte che potrebbero essere «compatibili», a sentire i carabinieri, con quelle del parco ma non v’è certezza assoluta che siano state realizzate l’altra notte. Forse, risalgono alle scorse settimane.

L’intervento dei vigili del fuoco ha avuto luogo proprio nei momenti in cui i genitori, ignari di quanto stesse succedendo, portavano i bambini a scuola. Tutti si sono raccolti nel cortile antistante in attesa di notizie, in attesa di sviluppi. Poi, la comunicazione ufficiale: le lezioni sono sospese, andate a casa. La dirigente scolastica Silvia Steppi, avvicinata dai cronisti, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Nella stanza dove si sono sviluppate le fiamme non sono stati trovati prodotti per “accelerare” l’incendio: né benzina, né alcol. Forse, i malviventi hanno dato fuoco ad alcuni fogli di carta, forse tutto è nato da un mozzicone di sigaretta. Elementi che i carabinieri, sulla scorta delle relazioni dei vigili del fuoco, dovranno approfondire. L’intero edificio, nella tarda mattinata, è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica e «dichiarato inagibile dai pompieri sino a sabato. Sino alla fine di questa settimana, pertanto, le lezioni non riprenderanno lì - fa sapere l’assessore ai Lavori pubblici, Arianna Bellan -. Ci stiamo muovendo per cercare una sistemazione alternativa. Potrebbe essere che ci voglia un mese, forse anche un mese e mezzo per riparare tutto e riportare la situazione alla normalità. I danni del raid vandalico sono stati ingenti». A quanto ammontano? «È in corso anche un inventario che sarà definito nelle prossime ore», si limita ad aggiungere Arianna Bellan.

E in tarda mattinata ha voluto effettuare un sopralluogo anche il sindaco Rodolfo Ziberna, assieme ai più stretti collaboratori, per rendersi conto di persona dell’entità del danno.

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