Trieste, un centro culturale regionale a Casa Skerk

Casa Skerk risale a metà '800 e si trova al bivio di Ternova Piccola nel Comune di Duino Aurisina

La giunta Serracchiani accetta il lascito vincolato del fondatore dell’Unione slovena sulla grande proprietà rurale di Ternova

DUINO AURISINA. Casa Skerk, centro d’arte e cultura di Ternova Piccola, entra a fare parte dell’Erpac, l’Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione. La giunta Serracchiani ha accettato infatti il lascito testamentario (tecnicamente definito un legato) a proprio favore disposto dall’avvocato Giuseppe Skerk, scomparso nel maggio del 2015. Lo ha deciso la giunta regionale su proposta dell’assessore al Patrimonio, Francesco Peroni. Si tratta di una casa sita nel comune di Duino Aurisina, nella frazione di Ternova Piccola, comprendente alcuni terreni circostanti, un bosco di pini, metà della dolina Tropale e del grande fondo Tropale .

Il lascito, su precisa volontà dell’avvocato Skerk, ha un vincolo: è infatti sottoposto all’onere, per l’amministrazione regionale, di organizzare un centro studi, ricerche e proposte di sviluppo del Carso, con indicazione del luogo, con nomi e cognomi “Joze Skerk e Zora Koren”, nonché di dare spazio anche ad attività in lingua slovena. Skerk, classe 1923, fu uno dei protagonisti della comunità slovena in Italia: partigiano in gioventù, avvocato e fondatore dell’Unione slovena, sotto il cui simbolo venne eletto nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Sposato con la pittrice Zora Koren, scomparsa lo scorso anno, portò avanti con il suo impegno civile una politica ispirata al dialogo e alla pacifica convivenza.

L’avvocato Giuseppe Skerk, scomparso nel maggio 2015


Per quel che riguarda il valore della casa e dei terreni, il Servizio demanio e consulenza tecnica della Regione ha valutato, allo stato di manutenzione attuale, 551.733 euro per l’immobile e 216.604 euro per le aree circostanti. Nella delibera della giunta gli immobili oggetto del legato testamentario sono attribuiti alla disponibilità dell’Erpac .

La trasformazione della casa padronale Skerk di Ternova Piccola in un centro culturale non sarà complicato. Dal 1998 è conosciuto come Centro d’arte e cultura Skerk (Umetniški in kulturni center) e ha ospitato mostre di pittori affermati a livello internazionale e altre manifestazioni. Lo stesso edificio ha ospitato anche l’associazione Hermada - Soldati e civili ( Hermada - Vojaki in civilisti) che si occupa di studi, pubblicazioni e mostre sulla Prima guerra mondiale. L’edificio, risalente al 1857, è stato restaurato filologicamente conservando tutti gli elementi carsici originali. Attraverso il portale d’ingresso si accede al vasto cortile alberato. L’edificio si sviluppa su tre corpi con un ampio cortile recintato con ippocastani ultracentenari e un parco naturale circostante. Uno dei corpi è stato destinato a galleria con tre sale espositive e relativi servizi per manifestazioni collocati nell’ex stalla e l’ex fienile. Gli spazi espositivi sono completati da quelli offerti dal parco che si sviluppa sul retro degli edifici.

La famiglia Skerk ha costruito l’edificio e le sue pertinenze nel 1857 ad uso di locanda per i transiti connessi alla realizzazione in quegli anni della “Sudbahn”, la Ferrovia meridionale, che collegava direttamente Trieste e l’Adriatico alla capitale di allora Vienna, e conservarono per un secolo questa destinazione, oltre a quella di residenza della famiglia. «Questa casa è grande, e noi l’amiamo molto. Ci dispiacerebbe che, dopo di noi, il suo valore storico e culturale andasse perduto. Così abbiamo pensato di dividerla con gli altri, ospitando il lavoro degli artisti italiani, sloveni, della Carinzia - spiegò nel 1998 la pittrice Zora Koren Skerk -. Qui lo spazio non manca, si possono allestire mostre, tenere concerti, ospitare spettacoli teatrali. La casa appartiene alla famiglia di mio marito Giuseppe. Noi ci abitiamo da 15 anni, ma una volta era una trattoria molto nota, ci venivano tutti i triestini. È stata costruita ancora quando si pensava che qui dovesse passare la ferrovia. La ferrovia non è passata mai, ma la casa è rimasta al suo posto». Come ora resterà al suo posto il Centro d’arte e Cultura “Joze Skerk e Zora Koren”.

 

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