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Belgrado, la casa di Tito a New York sul mercato per 15 milioni

L’appartamento, comprato nel 1975, ha 400 metri quadrati e tre terrazze. I Paesi eredi della Federazione jugoslava si divideranno il ricavato della vendita

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La casa di Tito a New York sul mercato per 15 milioni

BELGRADO. Metterlo sul mercato oggi avrebbe potuto essere un affarone per il venditore: peccato che questi si sia “disintegrato” quasi trent’anni fa. Ma la Jugoslavia di Tito aveva visto lontano, acquistando nel 1975 per 100mila dollari un appartamento di lusso a New York, destinato a ospitare gli ambasciatori di Belgrado alle Nazioni Unite e a trasformarsi in pied-à-terre per il Maresciallo in caso di visita in città.

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E oggi i Paesi eredi della Federazione attendono con crescente ansia di spartirsi il gruzzoletto derivante dalla vendita. Si tratta della ormai celebre “penthouse” al 730 di Park Avenue, a Manhattan, immobile di gran pregio un tempo di proprietà della Jugoslavia, da vendere per poi suddividerne il ricavato tra le nazioni nate dalla sua implosione.

 

La vendita è ormai prossima, come conferma l’apparizione di un annuncio - «il primo da decenni» - dell’agenzia americana Douglas Elliman Real Estate, ha svelato il sito specializzato Curbed nei giorni scorsi. L’annuncio pubblicizza l’appartamento da «400 metri quadri, un duplex con tre terrazze» con vista panoramica, in una delle zone «più ambite» della Grande Mela.

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È la «prima volta da 40 anni che l’appartamento è tra gli annunci immobiliari», ha confermato il quotidiano bosniaco Dnevni Avaz. Nessun dettaglio sui vecchi arredi, né foto aggiornate degli interni sono stati forniti dalla Douglas Elliman, che si è limitata a fornire una descrizione di ciò che i potenziali compratori si troveranno di fronte visitando la casa. Vi si entra «da un grazioso foyer con una larga scala che conduce a un ampio salotto con caminetto». Vi sono poi «porte francesi», a scorrimento, che si aprono su altri locali, sala da pranzo, studio, biblioteca. E poi ancora camere da letto, una grande cucina, cinque bagni. Nessun riferimento, nell’annuncio, alla storia dell’appartamento, ma la posizione dell’immobile dovrebbe bastare ad attirare facoltosi acquirenti, anche se gli interni sono ormai «un relitto», causa prolungato abbandono.

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«L’offerta non durerà a lungo», assicura però l’agenzia. Malgrado le spese di condominio di 15.550 dollari al mese. E malgrado il prezzo fissato per l’appartamento: si parte da 18 milioni di dollari, oltre 15 milioni di euro, ma se si dovesse scatenare una gara per accaparrarselo non è escluso che il “vincitore” debba sborsare molto di più. D’altronde è «un vero diamante grezzo, che può essere trasformato in un gioiello della corona», ha assicurato in estate Tristan Harper, uno dei broker di Douglas Elliman. Diamante sul quale, avevano suggerito l’anno scorso i media di Belgrado, avrebbero messo gli occhi attori del calibro di Jack Nicholson e De Niro. Che potranno visitare di persona, fin da lunedì, l’appartamento sfitto dal 1992 e in regime di “comproprietà” tra i Paesi della ex Jugoslavia. Ma ancora per poco. Così come poco potrebbe restare sul mercato un’altra proprietà «ex-Ju», la residenza sulla Quinta Avenue oggi usata come sede della missione serba all’Onu, dagli arredi «ispirati al Palazzo di Versailles», sempre in vendita attraverso Douglas Elliman, ha informato Balkan Insight: qui per la bellezza di 50 milioni di dollari, ennesima eredità da spartire tra gli eredi del Paese che fu.
 

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