Trieste, comincia la “rivoluzione” di Miramare

La delegazione di esperti in visita al parco di Miramare (foto di Andrea Lasorte)

Decolla il piano con le linee guida per sfruttare i 4 milioni stanziati dal ministero. Tecnici, politici e manager a confronto

TRIESTE Con il treno o con il vaporetto? Un arrivo diversificato in un sito in metamorfosi. Dove il verde subirà una completa trasformazione da manutenere in modo programmato e regolare. Le otto casette immerse nel parco di Massimiliano prenderanno tutte nuova vita, diventando risorsa economica. Le serre saranno un vero e proprio vivaio. Attenzione: è iniziata la rivoluzione del museo autonomo di Miramare, dal parco al castello.


Insomma, i sogni diventano realtà. Con le idee e i 4 milioni di euro stanziati da poco dal Mibact si scaccia lo status quo che imbalsamava la reggia asburgica. Il processo di cambiamento è partito ufficialmente ieri con l’annuncio della redazione del masterplan per il nuovo volto di Miramare alla tavola rotonda “Thinking Miramare”, che ha avuto luogo con l’obiettivo di sfornare idee. Sul progetto si lavorerà per un annetto, questi i tempi dettati dalla direttrice Andreina Contessa.

Le possibili linee guida sono state enunciate da tante teste pensanti, provenienti pure da realtà simili, internazionali o addirittura più grandi di Miramare: c’erano Rossella Fabiani, responsabile del castello, il botanico Mauro Tretiach, la presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani, l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli in rappresentanza del sindaco Dipiazza, giovani laureati con tesi proprio su Miramare, e poi Mario Turetta, direttore del Consorzio delle residenze reali sabaude, che gestisce la reggia di Venaria Reale, Brigitte Mang, direttrice della Fondazione culturale Dessau-Worlitz, e l’architetto paesaggista Andreas Kipar, presidente del gruppo interdisciplinare Land srl e membro del Cda di Miramare. Per le conclusioni, il soprintendente Corrado Azzollini. Personaggi scelti da Contessa per dare un contributo basato sulle loro esperienze.

Per iniziare concretamente i lavori e dare un nuovo volto a quella che fu la residenza di Massimiliano e Carlotta ci vuole però che il Ministero mandi il personale. All’appello, dopo il distacco del sito dal Polo museale ora divenuto autonomo, mancano 46 posti, per iniziare a mettersi all’opera. Un anno durerà la stesura del progetto, mentre per i lavori ci vorrà qualche annetto.



Un progetto preliminare in realtà già c’è, ma riunisce un tessuto di persone che sta appena stilando la “lista della spesa”, come l’ha definita Contessa, su tutti gli interventi necessari per ripensare Miramare, e soprattutto il parco, dopo anni in cui «la manutenzione non è stata appropriata», ha sottolineato il botanico Tretiach, che ha tenuto un’interessante visita ai luoghi più dissestati del parco.

«La Regione è pronta a fare la sua parte per Miramare, anche per i lavori che riguardano il Parco, mettendo a disposizione le competenze del servizio manutenzione forestale, a cui è riconosciuta una grande professionalità, e i vivai regionali, che potrebbero fornire un importante supporto al progetto di recupero». Serracchiani ha introdotto così la tavola rotonda, seguita poi da tre ricercatrici universitarie, che hanno presentato le loro tesi di laurea: una ricerca storica e poi un lavoro dedicato alla catalogazione di tutto ciò che racchiude Miramare volta alla discussione di strategie e azioni per il sito, e infine degli itinerari alla scoperta degli alberi secolari. Hanno prestato la loro importante esperienza poi i tre ospiti. A partire da Turetta che, raccontando il recupero della reggia che conta 5mila ettari nella regione piemontese, ha parlato di un progetto che deve partire dalla «fruizione e utilità pubblica» raccordato con l’inserimento dell’arte contemporanea. Passando poi a Mang, che ha sottolineato la necessità di creare un «masterplan che leghi castello, arte e parco con interventi tempestivi, indicando anche come verrà manutenuto il verde», e a Kipar, che con uno slancio entusiasmante ha riscaldato i motori per il nuovo inizio.
 

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