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Trieste, ritornano in classe ma mancano i banchi

Gli alunni della 4Q del Sandrinelli costretti a fare lezione su un unico tavolo. «Martedì il trasloco»

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TRIESTE Rientrano in classe dalle vacanze e si ritrovano in un’aula senza banchi. Protagonisti del burrascoso inizio anno scolastico sono i 18 studenti che frequentano la 4Q dell’istituto socio-sanitario Sandrinelli di via Veronese. Non essendoci altri spazi disponibili in tutto l’istituto, fin dal primo giorno di scuola sono stati sistemati nell’aula di musica. Che però è arredata diversamente da tutte le altre: al posto dei banchi c’è solo un lungo tavolo rettangolare circondato dalle sedie.

 



Un conto è fare qualche ora alla settimana di musica disposti tutti insieme attorno un tavolo. Altra cosa è restare così “accomodati” ogni mattina, per tutta la durata dell’orario scolastico. È quanto hanno ritenuto i genitori degli studenti, che hanno deciso di sollevare la questione chiedendo spiegazioni al preside: «I nostri figli sono entrati a scuola e si sono ritrovati in un’aula senza banchi», tuona Daniela Miglioranzi, la mamma che si è fatta portavoce del problema. «Fanno lezione seduti tutti intorno allo stesso tavolo, senza nemmeno lo spazio per tenere aperti ciascuno i propri libri. Per guardare la lavagna devono stare tutto il tempo con il collo girato. Quest’aula non è adatta a fare lezione tutti i giorni».

La protesta ha evidentemente permesso di accelerare la ricerca di una soluzione da parte della scuola. «Entro martedì (domani, ndr) i ragazzi della 4Q saranno spostati in una classe messa a disposizione dall’Uti nel vicino liceo Oberdan», fa sapere la vicepreside Daniela Marzi, spiegando che l’istituto quest’anno ha avuto un’impennata di iscrizioni: «Ci siamo trovati con cinque classi in più e un numero di aule insufficienti. Abbiamo così dovuto chiedere all’Uti che ci mettesse nelle condizioni di trovare altre aule». I numeri: 54 gli studenti in più al Da Vinci, 46 al Sandrinelli, 31 al Carli commerciale serale e 8 al Carli socio sanitario serale. A stretto giro di posta arriva la nota del dirigente scolastico Teodoro Giudice: «Già dallo scorso anno cominciammo ad avere qualche difficoltà per la crescita delle classi, ma a causa della scarsità del personale Ata non potemmo usufruire della possibilità, che pur ci fu offerta, di utilizzare aule nelle vicina sede di via Besenghi. Quest’anno i numeri non ci hanno consentito di trovare soluzioni, e la concessione di sole tre aule, invece delle quattro promesse in un primo tempo, ci obbliga a procedere comunque alla conversione di spazi interni altrimenti dedicati in aule. Siamo costretti a rinunciare o a un laboratorio o a un’aula dedicata al sostegno. Abbiamo avuto in consegna le aule di via Besenghi alcuni giorni fa e abbiamo atteso che fossero effettuate alcune riparazioni».

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