Sgarbi: «Una mostra di interesse zero»

Il critico d’arte sulle opere contestate: «Gorizia non ha perso nulla, l’installazione è l’idea di un artista, anche velleitaria»

«Si tratta di prove di impotenza creativa legate a gente che non sapendo cosa fare si dedica alle installazioni. Quindi, a non averle non si perde assolutamente nulla. L’interesse di questa operazione per la cittadinanza non può che essere inesistente. L’interesse è solo degli artisti. Se l’iniziativa non viene realizzata si risparmiano dei conati che non hanno alcun valore reale». Parola di Vittorio Sgarbi, interpellato a proposito di “Limes”, progetto artistico nato dalla volontà della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia (Bsi) e della Biblioteca Pubblica F. Bevk di Nova Gorica formato da 35 installazioni collocate a Gorizia e Nova Gorica; a curarlo ci avrebbe pensato il gruppo Koinè (originario di Lissone, provincia di Monza). L’installazione che più ha determinato la disapprovazione del sindaco Rodolfo Ziberna e dell’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti è stata quella che, in un primo tempo, avrebbe dovuto collocarsi in via Rastello, e, in un secondo tempo, in via Garibaldi. Dal titolo “Comunità recintate”, avrebbe rappresentato un muro, opera di Laura Pinta Cazzaniga, a simboleggiare la chiusura, la barriera. «Sono cose che è meglio leggere e comprendere che non vedere rappresentate da artisti che strumentalizzano temi ed argomenti - afferma Sgarbi -. Ma, in fondo, non si tratta nemmeno di artisti ma di loro azioni, provocazioni che non sono assolutamente popolari, destinate a molti. Il problema, in fondo, riguarda una piccola élite che crede che l’arte sia fatta di installazioni. Ma già il sostantivo “installazione”, non quadro, non scultura, non miniatura, è la prova di una povertà concettuale. Di conseguenza, qualunque ragione abbia determinato la disapprovazione della giunta comunale di Gorizia, già il fatto che possiamo liberarci da nuove installazioni costituisce un vantaggio».

Ancora Sgarbi: «L’installazione di per sé non deve essere necessariamente qualcosa di sacro, di intoccabile, di buono: è l’idea di un artista e, come tale, può essere velleitaria». Di certo, il noto polemista non pensa che quella di Ziberna (e dell’assessore Oreti) sia stata una censura. «No, non credo che sia una censura ma una buona occasione - afferma Sgarbi -. È capitato qualcosa per liberarci da questi pseudo artisti. E la cosa che conta è che non ne vedremo i lavori: una fortuna non da poco». Che non ne vedremo i lavori non è un’opinione ma una certezza: è stato il Gruppo Koinè a voler rinunciare alla realizzazione della mostra “Limes” a seguito delle richieste a suo avviso “offensive e inaccettabili avute a mezzo mail da parte dell’assessorato alla Cultura del Comune di Gorizia e del suo titolare signor Fabrizio Oreti”. Aggiunge il Gruppo di Lissone: «Crediamo che l’amministrazione si sia impropriamente assunta la responsabilità di negare alla cittadinanza che rappresenta una occasione di civile scambio culturale, sentendosi per altro in diritto di decidere cosa possa urtare la sensibilità dei cittadini, cosa alquanto ardita vista la sensibilità dimostrata dalla stessa».

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