Monfalcone, rientra dal lavoro e non trova più il contatore del gas

Todov Radev indica il tubo del gas sigillato e senza più contatore (Foto Bonaventura)

Un giovane cantierino costretto a chiedere aiuto agli amici: «Bollette sempre pagate, ma nessuno mi dà spiegazioni»

Rientra a casa dal lavoro ed è una doccia gelata. Letteralmente, già il primo getto d’acqua è un brivido. E il gas non esce dai fornelli. Rimasto senza contatore, prelevato dalla parete esterna dell’abitazione senza colpo ferire. Non sono rimasti che tubi sigillati. Todov Radev, 24 anni, tubista dipendente di una ditta di subappalto in cantiere, difensore nella Juventina Calcio Sant’Andrea, dallo scorso lunedì è costretto a trovare accoglienza dagli amici per poter lavarsi e ad arrangiarsi con i pasti. Il ragazzo, preso contropiede dalla situazione, le ha tentate un po’ tutte per venire a capo di quel black out. È andato per esclusione: regolare l’erogazione dell’energia elettrica e dell’acqua. Non restava che il gas. Il giovane ha controllato la caldaia: «Mi sembrava a posto, nessun guasto, ma la fiamma non c’era». È sceso nell’androne esterno della palazzina, l’immobile giallo che fa angolo tra le vie Giacich e Rosselli. Ormai restano solo due appartamenti, l’uno occupato dalla famiglia Bertocco, due coniugi anziani che hanno affittato il secondo al 24enne subentrato ad un precedente inquilino nel 2015.

I proprietari mesi prima avevano ricevuto la visita di Acegas per la sostituzione del loro contatore. «I miei genitori erano stati regolarmente preavvisati, si è trattato quindi degli interventi di sostituzione in corso da parte dell’azienda», ha osservato il figlio Fabio, che ora affianca il ragazzo per cercare di aiutarlo a sbrogliare la matassa. «Qui invece la situazione è anomala. Non solo il contatore non è stato sostituito, ma addirittura è stato prelevato, con tanto di sigilli», ha continuato esibendo l’ultima bolletta pagata dal giovane e una comunicazione nella quale viene confermata la regolarità della sua posizione.


Il 24enne lunedì scorso neppure s’era accorto che il contatore era sparito. Ma intanto che fare, di fronte alla giornata che se ne stava andando? Il ragazzo s’è aggrappato al cellulare. Parte il giro di telefonate. «Ho chiamato lo sportello dell’azienda fornitrice, Eni Gas e Luce, mi è stato assicurato che tutto era okay, nessun problema. Mi hanno invitato a chiamare il numero verde», ha proseguito. Certo, li per lì non ha potuto obiettare circa i sigilli, forse tradito dall’agitazione nel momento in cui passato davanti al “buco” sul muro non ci aveva proprio fatto caso. E ha chiamato il numero verde. «Anche in questo caso tutto okay». Allora? È stata la volta del Pronto intervento, consigliatogli dall’operatore dello sportello goriziano. «Quando sono arrivati i tecnici, in serata, mi hanno fatto notare che il contatore non c’era - ha spiegato il giovane non senza incredulità -. Ma come? Hanno tolto tutto in mia assenza e senza preavviso. Mi sono trovato all’improvviso senza gas e neppure una spiegazione. Non ci ho capito nulla, se non il fatto che ad eseguire la sigillatura sono stati gli operatori di Acegas che esegue gli interventi tecnici per conto di Eni Luce e Gas. Resta il fatto – ha osservato – che mi sono dovuto affidare agli amici e a mettere insieme in qualche modo i pasti».

Il giorno successivo il ragazzo al lavoro non c’è andato. «Mi sono preso la giornata libera per capire quanto accaduto e risolvere al più presto la questione». Via a Gorizia, allo sportello Eni Luce e Gas. «Ho spiegato la situazione chiedendo come e quando avrebbero ripristinato il contatore. Mi hanno confermato la regolarità dei pagamenti, per loro dunque era tutto a posto. Mi hanno quindi detto che si sarebbero attivati». I giorni passano e il giovane, replicando le spole con Gorizia, dopo il lavoro, s’è risolto a segnalare la cosa ai carabinieri, «per darmi una mano». Sabato mattina il 24enne ha ricevuto una visita Acegas: «Hanno fatto un sopralluogo, hanno preso atto e hanno fatto le foto. Hanno ipotizzato che il contatore potesse essere ancora intestato al precedente inquilino. Ma le bollette che mi arrivano regolarmente e che continuo a pagare sono intestate a mio nome». Todov ha osservato: «Non posso restare ancora a lungo in questa situazione. Voglio andare fino in fondo».
 

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