Gorizia, opere censurate, salta la mostra sul confine

L’installazione del muro che doveva essere sistemata in via Rastello

L’associazione Koinè aveva lavorato un anno per l’esposizione “Soglia o barriera?”. Installazioni bocciate dal Comune

«Richieste a nostro avviso offensive e inaccettabili avute a mezzo mail da parte dell’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti. Questa si chiama censura».

«Ma di cosa stiamo parlando? Ci è stato presentato un progetto che prevedeva l’erezione di un muro alto tre metri in mezzo ad una strada del centro per insegnare ai goriziani cosa significa trovarsi di fronte a una barriera. Ai goriziani?».

Da una parte il Gruppo Koiné di arte contemporanea. Dall’altra il sindaco Ziberna. In mezzo una mostra che i goriziani non vedranno mai e che si sarebbe dovuta allestire, su 35 installazioni, a Gorizia e a Nova Gorica dal 2 ottobre al 2 novembre. Un anno di lavoro, quello del gruppo Koiné, buttato via.

«Soprattutto un’occasione persa per riflettere sul quesito che la mostra poneva: soglia o barriera? Una proposta artistica la si accetta in toto o non la si accetta. Dall’assessore Oreti abbiamo ricevuto richieste di correzioni assolutamente inaccettabili», puntualizza Giorgio Nicola Manenti, del gruppo Koiné. Che aggiunge: «Un anno fa proponemmo il progetto all’ex sindaco Romoli che era anche assessore alla Cultura. Delegò i contatti all’assessore Pettarin, che si occupa di finanza. Almeno ci avessero ascoltato avremmo evitato di lavorare tanto e di coinvolgere 35 artisti di tutto il mondo». L’installazione che ha creato la rottura di rapporti tra Koiné e Comune di Gorizia è una sorta di muro posticcio, che avrebbe dovuto essere collocato in via Rastello. Si intitola “Comunità recintate”, metafora evidente della barriera. Per ragioni di sicurezza l’installazione sarebbe stata allestita in via Garibaldi. Il muro non piaceva all’assessore Oreti che così ha scritto al gruppo Koiné: «Per l’installazione comunità recintate il pannello di 3 per 5 purtroppo non potrà essere inserita nella mostra perché intaccherebbe la sensibilità dei cittadini considerato il delicato momento storico-sociale». Ma Oreti punta anche altre due installazioni. Quella prevista in piazza Vittoria si intitola “banchetto”. Si tratta di un tavolo in ferro alto e largo 80 centimetri, lungo 280. Attorno otto sedie in ferro. Spiegazione: «Otto commensali si ritrovano attorno a un tavolo. Il riferimento è esplicito alle grandi potenze. Me le immagino intorno a un tavolo a definire strategie politiche, a decidere sulle sorti di intere nazioni, ad inventarsi nuove guerre con la scusa di un fantomatico equilibrio mondiale. Me le immagino mentre banchettano sulle macerie del mondo». Oreti obbietta: «Chiediamo una dichiarazione e/o una variazione nel testo in cui si esplicita che non nel tavolo degli 8 commensali non è inserita l’Italia». Va giù duro Ziberna: «Otto superpotenze come commensali che, mentre mangiano, decidono le prossime guerre e i destini del mondo e banchettano sulle rovine del pianeta. Ma scherziamo? Sono morti centinaia di soldati italiani per garantire pace e democrazia e pretendo il massimo rispetto per la nostra patria e ciò che rappresenta». La mostra non si farà né a Gorizia né a Nova Gorica.

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