Trieste, Msc punta alla logistica nei capannoni ex Wärtsilä

La mega portacontainer Msc Paloma nelle acque di Trieste (archivio)

Aponte in visita al Porto di Trieste: l’armatore vuole aumentare i volumi di traffico grazie alla free zone e guarda all’area di Bagnoli che sta per passare all’Interporto

TRIESTE. Gianluigi Aponte, l’uomo che guida la seconda flotta cargo al mondo con 500 navi tra proprie e noleggiate (senza contare il settore crocieristico) e ha alle sue dipendenze 28mila persone, ha intenzione di aumentare i volumi di traffico su Trieste grazie alle free zone unica in Europa, oggi finalmente regolamentata, qui esistente. E punta in particolare sui capannoni di Bagnoli della Rosandra che Wärtsilä sta per cedere all’Interporto di Fernetti dove insediare attività di logistica collegate agli sbarchi-imbarchi.

Ieri il superarmatore settantasettenne ha voluto vedere di persona i progressi che sta registrando il porto di Trieste e nel primo pomeriggio si è trattenuto a lungo a colloquio alla Torre del Lloyd con Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale oltre che di Assoporti. «Stiamo registrando una crescita del 20% rispetto all’anno scorso nel settore container – ha spiegato poi D’Agostino – in virtù soprattutto degli sforzi che sta facendo la compagnia di Aponte». Msc è salita recentemente al 50% delle quote di Trieste marine terminal, la società gestita da Pierluigi Maneschi che è rimasto socio paritario e si sta accollando metà dell’investimento di oltre 180 milioni di euro per ampliare la banchina. Aponte però grazie alla metà delle quote ha blindato Tmt impedendo che altri ne assumano il controllo. Del resto le megaportacontainer di Msc assieme a quelle di Maersk fanno parte del consorzio 2M che una volta alla settimana scala il Molo Settimo con un servizio transoceanico diretto dal Far East e la stessa compagnia gestisce su Trieste anche alcuni servizi mediterranei.


«In mattinata, dopo un saluto alla governatrice Debora Serracchiani – riferisce ancora D’Agostino – Aponte ha voluto vedere le aree dell’ex Ezit dove potrebbero essere insediati spezzoni di Punto franco e i possibili collegamenti ferroviari, ma in particolare si è dimostrato interessato ai due capannoni dell’ex Wärtsilä. È in corso l’operazione di acquisizione di queste strutture da parte dell’Interporto di Fernetti, dopodiché se sarà utile potrà essere insediato il Punto franco e Msc potrebbe sviluppare qui attività legate alle operazioni logistiche».

Nella sua visita triestina Aponte era affiancato dall’ex presidente dell’Authority di Genova, oggi direttore dei rapporti istituzionali di Msc, Luigi Merlo. Erano presenti anche lo stesso Pierluigi Maneschi e Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto che ha confermato l’operazione in corso per l’acquisizione da parte dell’Interporto di aree coperte per 73mila metri quadrati e scoperte per 250mila. Recentemente una nota della Regione, che potrebbe supportare l’operazione con la finanziaria Friulia, ne ha stimato il valore - tra acquisizione e riconversione del sito - in circa 20 milioni di euro con la possibilità che porti alla creazione di oltre 100 posti di lavoro. Non è nota la formula giuridica per l’ingresso di Msc così come di un’azienda veneta specializzata nella trasformazione di materiali ferrosi che già nei mesi scorsi si è dimostrata interessata a insediarsi in loco.

È rimasto ai margini dei colloqui di ieri invece il settore crocieristico, sebbene si avvicini la data del 30 settembre allorché un’importante cerimonia si svolgerà a Trieste con la consegna all’armatore di Msc Seaside, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia, in fase di ultimazione a Monfalcone. Madrina della cerimonia sarà Sophia Loren. La stessa Msc aveva dapprima proposto una manifestazione d’interesse per acquisire il 40% di Trieste terminal passeggeri ancora in mano all’Authority, e più recentemente si è detta interessata a un progetto di terminal crocieristico all’interno del Porto vecchio.

 

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