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Lubiana, alta tensione nel Golfo di Pirano

Domenica pomeriggio, attorno alle 16, c’è stato un altro incidente tra la polizia marittima slovena e cinque barche da pesca croate

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LUBIANA. Nel Golfo di Pirano la tensione si taglia col coltello. Domenica pomeriggio, attorno alle 16, c’è stato un altro incidente tra la polizia marittima slovena e cinque barche da pesca croate affiancate da due natanti privati a cui, dopo un po’ si sono aggiunte anche due motovedette della guardia costiera croata. Il motivo del contendere è sempre lo stesso: il confine marittimo nelle acque del Golfo di Pirano tra Slovenia e Croazia. La prima, in base all’arbitrato internazionale, ritiene di avere sovranità su due terzi del golfo, la seconda, che non riconosce l’arbitrato, ritiene che la linea di confine corra sempre lungo la mediana del golfo.



Anche ieri, fortunatamente, dopo qualche minuto di tensione le barche croate hanno fatto marcia indietro. Ma quel che più spaventa di quanto avvenuto domenica sta nel fatto che le barche non avevano con sé attrezzature da pesca e quindi il tutto assume l’amaro sapore della provocazione. E il tutto dopo che lo stesso premier croato, Andrej Plenković, incontrando i pescatori di Umago, li ha sollecitati a pescare come sempre, ritenendo quindi il confine alla mediana del golfo. Quello di domenica è stato il 142esimo incidente dal giorno dell’emanazione del verdetto della Corte arbitrale dell’Aja che ha visto coinvolte complessivamente 279 imbarcazioni.


E se a Lubana il premier sloveno, Miro Cerar afferma che la misura e la pazienza sono oramai colme e di essere pronto a disertare l’incontro col collega croato se Zagabria non si dimostrerà pronta a implementare la sentenza arbitrale, la Croazia, secondo indiscrezioni del quotidiano Jutarnji list, avrebbe già pronte le mosse relative alla questione dei confini. Fonti diplomatiche croate sostengono di sperare che Cerar incontri il premier croato Plenković sullo scottante tema, ma, precisano, la Slovenia deve rendersi conto che la Croazia non farà retromarcia. Zagabria però è pronta a discutere, a limare quanto stabilito dai giudici dell’Aja per arrivare a un non certo facile accordo con Lubiana senza fare i conti su chi sarà il vincitore e chi lo sconfitto.

C’è però, secondo Zagabria, il rischio che gli incidenti nel Golfo di Pirano possano degenerare per diventare così strumento di quella campagna elettorale in atto in Slovenia per le presidenziali in calendario il 22 ottobre prossimo. Ma anche in questo malaugurato caso, alla fine, sostengono le fonti diplomatiche croate, la Slovenia dovrà comunque sedersi attorno a un tavolo e discutere. Il problema è che se quel malaugurato caso dovesse avverarsi a farne le spese sarebbero l’anello debole di tutta la vicenda, ossia quei pescatori che tribolano quotidianamente per qualche sardella in più.
 

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