Parte la vendemmia carsica I vini sconfiggono la siccità

In vista un’annata da incorniciare nonostante un calo del 30% delle quantità La raccolta nella prima decade di settembre. Qualche anticipo per le bollicine

TRIESTE. La vendemmia del 2017? Potrebbe rivelarsi una delle più sontuose di questo scorcio di secolo, se stratempi e siccità non ci metteranno la coda. Stando a quanto si mormora nelle cantine della provincia triestina, l’annata - nonostante la terribile calura e i potenti fortunali - è davvero da incorniciare. E dunque si fregano le mani quei vignaioli di talento che già pregustano di portare in cantina quelle uve che, quasi ovunque, si presentano bellissime e sane: la materia prima fondamentale e necessaria per creare quei vini d’autore che da Trieste ormai viaggiano ben oltre gli angusti confini provinciali, ricercati e apprezzati dagli appassionati di tutto il pianeta.

Tra le legittime preoccupazioni, le insidie e i problemi che stanno dietro l’angolo, il conto alla rovescia per l’inizio delle vendemmie è già iniziato. Pur nella sua esiguità, il territorio triestino palesa dei microclimi diversi che incidono sensibilmente sul risultato finale. Nel contempo, l’esposizione dei pastini e l’insolazione contribuiscono a favorire una maturazione delle uve tardiva o precoce. Secondo Stefano Rosati, tecnico dell’Associazione Agricoltori/Kmečka Zveza, è probabile che quest’anno le vendemmie inizieranno un po’ in anticipo, presumibilmente nella prima decade di settembre, con la raccolta delle varietà bianche precoci. Alessandro Muzina, presidente provinciale della Coldiretti, informa che alcuni viticoltori hanno giù iniziato a vendemmiare le uve da spumantizzare, le prime in assoluto a essere raccolte. Questo consentirà di ottenere un giusto grado di acidità, e il grado alcolico aumenterà poi con la fermentazione in bottiglia.

«Caldo e siccità stanno continuando a condizionare le nostre produzioni» afferma Muzina. «Sulle bacche bianche prevediamo un flessione in quantità prodotta valutabile attorno al 20–30%. Per questa ragione gli acini sono più piccoli e contengono meno succo. In alcune vigne, poi, le uve rosse sono state scottate dai potenti raggi del sole d’agosto. C’è dunque ancora bisogno di qualche buona pioggia per mitigare le temperature davvero eccessive». Ciononostante, il presidente di Coldiretti è ottimista: «L’uva si presenta bella e sana, presupposto per una vendemmia di livello e produzioni di assoluta qualità». Sul fronte dei vignaioli i pareri sono sostanzialmente gli stessi: prevale la fiducia per un’annata che ha tutte le carte in regola per diventare memorabile. «Se continua così avremo della grandi soddisfazioni – confessa Benjamin Zidarich da Prepotto, uno dei viticoltori di punta del comparto triestino. I grappoli sono sanissimi, non v’è stata praticamente necessità di intervenire in vigna. Più che la mancanza d’acqua, abbiamo patito le alte temperature, che hanno creato qualche problema alla buccia sottile e delicata dei nostri Terrani. Tuttavia incrociamo le dita: se non vi sarà burrasca, porteremo in cantina delle uve assolutamente eccezionali».

Concorda sulla situazione ottimale anche Noris Vesnaver: «Diciamo che quasi tutti noi metteremmo la firma per poter impostare la vendemmia da questi presupposti» continua la viticoltrice di Samatorza che, oltre a essere sommelier, aderisce all’Associazione nazionale “Donne del vino”. «E questo nonostante il clima bollente ci abbia costretto a bagnare la vigna». Preoccupato per la siccità e il caldo anche Andrej Milic, che nel piccolo paradiso di Sagrado di Sgonico deve sopportare pure le incessanti incursioni dei volatili. «Anche se abbiamo cercato di predisporre dei bacini d’acqua per ghiandaie e corvidi – spiega Milic – gli uccelli continuano a preferire l’uva già dolce». Per tentare di frenare le incursioni aeree, Andrej si è ingegnato e, attraverso Internet, ha rintracciato degli aquiloni le cui forme ricordano quelle di un rapace. Da lontano l’effetto ottico è sorprendente e, almeno per qualche giorno, i volatili cercano di stare alla larga dal rapace posticcio.

Sotto al ciglione carsico, nella frazione di Longera, ringrazia la recente pioggia Daniele Odoni, giovane produttore di un comprensorio verde dove vigna, olivo e orti tipicizzano versanti e campagne. «Questi rovesci, pur se contenuti, hanno rinfrescato terra e grappoli. Se continua così - dice soddisfatto - sarà davvero una bella vendemmia». «Sinora un anno da incorniciare», interviene dal Breg di Dolina Vitjen Sancin. «Per quel che ci riguarda, cercheremo di protrarre quanto possibile la raccolta in modo da ottenere nelle uve la massima concentrazione zuccherina. Per questa ragione stiamo monitorando le previsioni meteo giorno dopo giorno». «Un’uva stupenda, sanissima. Siamo davvero di fronte a un’annata unica - sostiene dal Muggesano Bruno Lenardon -. Per quel che mi riguarda inizierò a vendemmiare in questi giorni raccogliendo il Moscato Rosa, vitigno raro e profumato di origine istriana”.

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