Trieste, negozio aperto anche la sera. La sfida turistica di Ballarin

Alessandro Ballarin nel suo negozio di pelletteria: terrà aperto il negozio nel fine settimana con orari protratti nella serata per favorire la clientela turistica (foto di Francesco Bruni)

Il commerciante di pelletterie tenta l’esperimento in questo fine settimana Il suo esercizio di Corso Italia osserverà un nuovo orario dalle 17.30 alle 22.30 

«Si parla tanto di Trieste turistica, di migliori servizi ai visitatori, della grande chance offerta all’economia cittadina per trovare nuove opportunità di sviluppo: allora ognuno faccia uno sforzo e si faccia venire un’idea». Alessandro Ballarin, imprenditore commerciale di seconda generazione, titolare di un negozio specializzato in pelletteria con 12 vetrine su due piani tra corso Italia e via Dante, ci crede e così lancia una piccola provocazione: domani giovedì, venerdì, sabato applicherà orari “turistici” al suo esercizio. Il personale ha aderito di buon grado all’iniziativa: al mattino apertura dalle 10.30 al 13.30 (al posto dell’abituale 9-13), ma soprattutto nel pomeriggio-sera saracinesche levate dalle 17.30 alle 22.30 (in luogo del tradizionale 15.30-19.30).



Un esperimento per ora in solitaria ma la “solitudine” non lo spaventa, anche se spera che la sua idea trovi consensi tra i colleghi. «Lo spunto è assai semplice - racconta Ballarin - perchè ci è capitato in diverse occasioni di dover chiudere il negozio in faccia al potenziale cliente, perchè eravamo già allo scadere del tempo». «Il ripetersi di queste situazioni ci ha fatto pensare - prosegue - anche perchè abbiamo notato che in questa stagione dalle 15.30 alle 17.30 di clientela se ne vede poca».

Allora, invece che la simpatica ma infruttuosa chiaccherata di primo meriggio, si affaccia l’idea ambiziosa di uno shopping da grande piazza estiva, formato Riccione o Forte dei Marmi, tra aperitivo e dopocena, pensato come servizio al turista ma anche all’acquirente autoctono. Alè, corso Italia come viale Ceccarini. «D’altronde - riparte Ballarin - ormai in questi ultimi anni lo abbiamo verificato: il 70% della nostra clientela è di provenienza estera: austriaci, sloveni, croati ... Abbiamo avuto addirittura spagnoli. Il 30% resta invece triestino. Ma è su quel 70% di stranieri che debbo investire».



Anche il target sembra sufficientemente identificato: «Vediamo un turista di passaggio, che si ferma al massimo un paio di giorni». E il crocierista? «No, è fuori dalla nostra fascia, lo portano in giro in bus ed è difficile che venga a camminare lungo corso Italia a comprare articoli di pelletteria».

“Borse di sera” vorrebbe intitolare questo antipasto estivo di marketing. Ballarin intende evitare esibizioni velleitarie in una città poco incline alle novità e limita a una tre giorni l’esperimento. E sottolinea: «Mi piacerebbe che fosse un assist ai commercianti del centro e all’amministrazione comunale». «Sì al Comune, perchè spingesse gli esercenti a seguire una politica degli orari consona a una città effettivamente attraente».

La famiglia Ballarin, con Gianna e Claudio, aprì il primo negozio in via Roma esattamente mezzo secolo fa, correva il 25 giugno 1967. Poi, circa vent’anni dopo, il trasloco in corso Italia. Le origini sono lagunari, tra Chioggi a e Venezia. Tra gli antenati di Alessandro ci sono Aldo (che fu anche terzino della Triestina) e Dino Ballarin, entrambi giocatori del Grande Torino, scomparsi nel tragico incidente aereo di Superga. Ma Alessandro è juventino militante. Di quelli che sono andati in trasferta a Cardiff.

La “corporazione” non eccepisce sull’apertura serotina di Ballarin. Anzi, ben venga un test sull’appetibilità serale del nostro shopping», commenta Franco Rigutti, vicepresidente di Confcommercio. «Comunque tutte le iniziative promozionali sono di per sè positive», aggiunge. «Sei-sette anni fa - dice Rigutti - ci fu un primo esperimento, penso che adesso abbia senso ripeterlo. Credo che molto dipenda dalle zone, gli acquisti trestini sono fortemente concentrati attorno a piazza della Borsa. Corso Italia “tira” fino a Coin. Via Mazzini è già un po’ periferica». Ballarin sorride: il suo negozio è prima di Coin.

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