I presidi di polizia a Trieste diventano quotidiani

I controlli di polizia a Trieste (Lasorte)

I controlli partiti mercoledì in quattro piazze in risposta allo stupro della dodicenne si ripeteranno ogni sera tra le 19 e le 24

TRIESTE Cento persone identificate, sia italiane che straniere. Quindici auto fermate. Ma quella dell’altra sera, nelle quattro piazze della città ritenute “sensibili” dal punto di vista della sicurezza cittadina, non era una retata. Tanto meno un blitz a sorpresa delle forze dell’ordine destinato a esaurirsi nello spazio di qualche ora con un po’ di controlli e accertamenti a spot. Tutt’altro.

 


L’impegno della Prefettura e del Comune - dopo l’arresto di tre richiedenti asilo pachistani e afgani per violenza sessuale ai danni di una dodicenne, e all’indomani della prima giornata di controlli straordinari del territorio in quattro piazze della città - è di continuare sia con i presidi fissi che con le pattuglie mobili. E non solo per monitorare gli assembramenti di profughi, mendicanti e senzatetto del centro cittadino, ma pure per colpire il traffico di stupefacenti che si sta radicando nelle zone più degradate.

 


«Siamo partiti», commenta il prefetto di Trieste Annapaola Porzio: «Stiamo lavorando e fateci lavorare». Sono interventi comunque di natura «preventiva», ripete il commissario di governo, più che repressivi.

Ma come si struttura l’organizzazione di questa inedita stretta sulla sicurezza che per ora ha puntato dritto su piazza Libertà, piazza Oberdan, piazza Goldoni e piazza Garibaldi? È lì che si sono visti gli agenti e i mezzi delle forze dell’ordine a partire da mercoledì sera.

Quel che si sa è che verrà assicurata una vigilanza giornaliera in determinate fasce orarie, magari variabile a seconda delle necessità, anche se concentrate alla sera tra le 19 e le 24, che di volta in volta verranno individuate dalla Questura, che coordina le operazioni.

Tutto sarà ben visibile, proprio per rispondere a quell’obiettivo «preventivo» che si sono dati Prefettura e Comune durante l’ultimo vertice sulla sicurezza. Ma in campo ci sono anche agenti in borghese, come peraltro già avvenuto finora. La vigilanza, per quanto meno appariscente, assicurano dalla Prefettura, non è mai sparita: non è un caso che prima del giro di vite la polizia sia riuscita a sorprendere, proprio in piazza Libertà, uno spacciatore che nascondeva droga nello zaino. Si trattava di un cittadino pachistano di ventiquattro anni, Hassan Raza.

 



Il giovane si muoveva con fare sospetto tra le panchine dei giardini prospicienti la stazione ferroviaria. La polizia ha scoperto che lo straniero aveva addosso un panetto di hashish di circa 100 grammi, nonché, avvolti in due involucri di cellophane, circa 10 grammi di marijuana. Sostanze probabilmente destinate al mercato locale e in attesa di essere vendute.

Mercoledì, ad esempio, le auto e gli agenti della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza e della municipale erano presenti nelle zone “sensibili” tra le 19 e la mezzanotte. Nella prima parte della serata con il presidio fisso, mentre nella seconda soprattutto con una serie di pattugliamenti mobili.

Tirando le somme, nel corso dell’intera operazione di debutto è stato individuato un minore straniero, poi affidato a una struttura. Da registrare anche la denuncia di un profugo che aveva violato il divieto di rientro dopo l’espulsione. Nella sola piazza Oberdan, inoltre, la polizia locale ha identificato ben ventinove persone: sette iracheni, otto pachistani, un ungherese, un serbo e dodici italiani. Ad alcuni è stato chiesto anche di svuotare tasche e borse. Ma i vigili non hanno rinvenuto nulla di anomalo.

«Noi abbiamo avuto indicazione di restare in piazza Oberdan dalle 19 fino a mezzanotte – chiarisce il vicesindaco Pierpaolo Roberti – con una postazione della polizia locale direi semimobile, visto che la macchina era ferma ma sono stati effettuati controlli a tappeto nell'intera zona. La nostra presenza, per quanto riguarda la fascia oraria, ci sarà indicata di giorno in giorno».

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