Mille precari della scuola assunti in Fvg

In regionea 366 posti fissi in più alle superiori, 318 alle primarie, 291 alle medie e 91 all’asilo

TRIESTE. I posti fissi di docenti nella scuola regionale aumentano di 1.066 unità. La maggior parte (366) nelle superiori, quindi 318 nelle primarie, 291 nelle medie e 91 nelle scuole dell’infanzia. Cifre, informa la Flc-Cgil, che comprendono anche 93 insegnanti di sostegno e la quota di 12 docenti riservata ai licei musicali. Il contingente Fvg (456 persone in provincia di Udine, 298 nel Pordenonese, 163 a Trieste e 149 a Gorizia) fa parte del piano di 51.773 assunzioni nazionali.

La stabilizzazione per oltre mille precari in regione è evidentemente una buona notizia, ma il sindacato denuncia la criticità dei tempi stretti alcune criticità previsti dal decreto. La prima fase, con l’assunzione e il passaggio dei candidati dall’ambito di assegnazione alla singola scuola, fa sapere ancora la Cgil, dovrà concludersi entro il 12 agosto, mentre a partire dal 16 l’Ufficio scolastico regionale dovrà procedere a individuare l’istituto di assegnazione per i docenti che non risulteranno già assegnati entro il 12. «Il ritardo del decreto – osserva il segretario della Flc Adriano Zonta – costringerà a un superlavoro sia gli istituti che gli uffici scolastici regionale e provinciali, già alle prese con pesanti carenze di organico».


A sollevare il tema degli uffici dell’amministrazione scolastica sotto pressione è anche Ugo Previti, segretario regionale di Uil Scuola: «Non resta che ringraziare chi lavora fino a 12 ore al giorno per consentire alla scuola di partire regolarmente a settembre». Previti non nasconde perplessità anche sulla completa copertura con personale di ruolo: «Alcune graduatorie sono esaurite, si dovrà vedere caso per caso». «Credo che per mancanza di aspiranti, avremo dei problemi specialmente sul sostegno», aggiunge il segretario della Cisl Scuola Donato Lamorte. Sempre secondo la Cisl ci saranno difficoltà su matematica e su altre classi di concorso della secondaria; meno problemi nella primaria. «Ma ci sono anche scuole che devono ancora predisporre gli strumenti perché i neo immessi in ruolo possano procedere all’inserimento dei curriculum per la chiamata dal dirigente scolastico – insiste Lamorte –: questo perché la legge 107 prevede che le immissioni in ruolo vadano sugli ambiti e non sulle scuole». Viste le tre scadenze a stretto giro – entro il 5 agosto l’individuazione dei candidati sia dal concorso che dalle graduatorie a esaurimento, entro il 6 l’indicazione della destinazione preferita da parte dei neoassunti, entro il 12 le chiamate diretti degli istituti –, Zonta non esclude il rischio di «intoppi ed errori».

Il responsabile leghista dell’Istruzione Mario Pittoni informa intanto di avere strappato l’impegno del ministro Valeria Fedeli a intervenire per velocizzare l’iter del concorso per dirigenti scolastici, «così da coprire già dall’anno scolastico 2018/2019 i buchi che in alcune province sfiorano il 50%».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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