Fincantieri, nulla di fatto. Italia e Francia distanti

Stretta di mano ma accordo ancora lontano

Padoan dopo il vertice con Le Maire: «Non c’è nessun passo indietro su Stx Siamo disponibili a lavorare per creare un leader globale della cantieristica»

TRIESTE. Cinquantasette giorni per firmare la pace, accorciando distanze ancora molto marcate. Il 27 settembre il presidente francese Emanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni si incontreranno per una “bilaterale” a Lione, fino a quel mercoledì già autunnale i governi di Roma e Parigi avranno tempo di preparare un dossier che dovrà chiarire il futuro dei cantieri Stx France di Saint Nazaire e la possibilità di una grande alleanza tra i due Paesi sulle costruzioni navali civili-militari. Con una importante sottolineatura sulla ricca pietanza militare.

 

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Intanto bocce ferme: la Francia s’impegna a non invitare altri interlocutori nell’assetto azionario di Stx, avendo individuato Fincantieri come «opzione preferita» per il sito produttivo atlantico. Ma se ne è ben guardata dallo smentire - come era ovvio - la prelazione scattata giovedì scorso. A sua volta l’esecutivo italiano ha tenuto il punto: rispetto del vecchio accordo rottamato dall’esercizio della prelazione da parte francese, quindi riconoscimento della maggioranza di Stx a Fincantieri e “no” alla proposta transalpina di fare 50/50.

 

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In viale XX settembre presso la sede romana del Mef la mezzora di colloquio, durato dalle 17.30 alle 18, ha portato un risultato sostanzialmente prevedibile (come dimostrato anche dalla rapidità dell’incontro): tregua estiva, palla avanti, negoziato per smussare angoli ancora spigolosi, appuntamento tra un paio di mesi. Lo hanno trattato i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda per il governo italiano, il ministro Bruno Le Maire per l’esecutivo francese.

 



Tutti hanno recitato la loro parte. Padoan e Calenda, che si erano visti con Gentiloni alcune ore prima, hanno ribadito il rammarico italiano per la prelazione francese e hanno sottolineato come «le posizioni sono ancora distanti». Le Maire ha rilanciato sulla collaborazione civile-militare che deve portare a riproporre in ambito cantieristico il modello Airbus. Entrambe le parti - riporta la nota finale - hanno convenuto sullo sforzo di «superare le differenze sull’equilibrio nella struttura del capitale di Stx», puntando a «facilitare la creazione di una industria navale europea più efficiente e competitiva» utilizzando le energie di Fincantieri, Stx France, Naval Group.

Aldilà delle dichiarazioni collaborative, il punto di caduta, nel momento in cui Padoan ha sottolineato che Fincantieri deve avere «maggioranza assoluta nel capitale», non sarà così agevole. In un’intervista al “Corsera” Le Maire aveva anticipato la posizione francese: società 50/50, dove la metà italiana andrebbe a Fincantieri (ormai non si parla più della Fondazione CrT), mentre la metà d’Oltralpe verrebbe ripartita tra lo Stato (33%), la costruttrice militare pubblica Naval Group (14,6%), la quota restante ai dipendenti di Stx. Nel cda Fincantieri avrebbe voto decisivo e nel “business” ci sarebbe un’importante apertura riguardo le produzioni militari di superficie.

 



Ieri mattina, prima di partire alla volta di Fiumicino, Le Maire, che è esponente gollista, aveva incontrato il presidente della regione “Pays de la Loire” (dove sorgono i cantieri di Saint Nazaire) Bruno Retailleau. Il quale ha insistito affinchè Fincantieri non abbia la maggioranza e che una ventina di aziende del territorio si sono candidate per un eventuale ingresso nell’assetto azionario di Stx. Insomma, il territorio cerca di condizionare il negoziato.

Nessun commento ufficiale da Fincantieri, ma l’esito dell’incontro romano, soprattutto in considerazione delle prospettive legate al militare (sul quale il governo francese alzerà il budget per un miliardo e mezzo), fa ben sperare in un negoziato proficuo.

Anche Piazza Affari, che ha chiuso poco prima della fine del summit romano, sembra moderatamente ben disposta e il titolo si è avvantaggiato dello 0,70% a 1,005 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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