Le “Pietre d’inciampo” per ricordare i deportati nei lager

RONCHI DEI LEGIONARI. Quella di Ronchi dei Legionari è rimasta la sola, unica sezione nell’Isontino. Quella dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati. E in città sono stati 168 coloro i quali,...

RONCHI DEI LEGIONARI. Quella di Ronchi dei Legionari è rimasta la sola, unica sezione nell’Isontino. Quella dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati. E in città sono stati 168 coloro i quali, durante la seconda quella mondiale, hanno conosciuto l’orrore dei lager nazisti.

C’è la necessità, ora, di non disperdere un patrimonio di sacrificio e di grandi ideali. Così, nei giorni scorsi, il Consiglio regionale, su proposta di Diego Moretti, ha approvato un emendamento che assegna 10mila euro all’Aned per un progetto che si svilupperà da autunno e sino al maggio del prossimo anno. Un progetto che parte dalle “Pietre d’inciampo”, un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime della deportazione, indipendentemente dalla loro etnia, religione e appartenenza politica.

L’Aned, quindi, si propone di introdurre questa iniziativa anche a Ronchi e di ricordare i suoi deportati con “Pietre d’inciampo” da collocare, alla presenza dell’artista tedesco, nei luoghi che furono teatro dei rastrellamenti nazifascisti. L’iniziativa si articolerà in alcune fasi, partendo dalla presentazione del progetto agli amministratori comunali e alle famiglie dei deportati, quindi ai dirigenti e agli insegnanti delle classi terze. Verranno poi realizzati degli elaborati ispirati alla presentazione dei disegni e delle poesie del campo di concentrato di Teresin, mentre le pietre saranno inaugurate il 24 maggio prossimo.

«Lo stanziamento – sottolinea il capogruppo dei dem Moretti – vuole valorizzare l’attività sul territorio dell’unica associazione di ex deportati presente nell’Isontino. Si tratta di un dovere della memoria nei confronti delle centinaia di deportati, operai dei cantieri navali, antifascisti, contadini, militanti politici, in gran parte mai più rientrati». (lu. pe.)

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