Trieste, partita Fincantieri-Stx a un soffio dallo stop

Cantieri navali (Stx)

Parigi: pronti a nazionalizzare. Calenda: niente ultimatum. Padoan: non si cancellano accordi già presi

Lo scontro. A questo punto solo l’imprevedibilità della politica può salvare la missione francese di Fincantieri. Perchè le posizioni italiane e francesi sull’avvenire di Stx France e degli storici cantieri atlantici di Saint Nazaire sono molto lontane, anzi, rispetto a martedì, ieri si sono ulteriormente inasprite. E al momento non sono note iniziative per accorciare le distanze: il timing è spietato, da stamane mancano meno di 72 ore alla mezzanotte di sabato 29 giugno, termine entro il quale Parigi potrà mettere fine al sogno europeo di Fincantieri.

Il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire

L'ultimatum francese. La giornata ha preso subito una piega sinistra quando, attorno alle 9, il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire aveva dichiarato che se la controparte italiana non avesse accettato la proposta di un controllo paritario basato sul 50%, Parigi avrebbe provveduto a esercitare il diritto di prelazione su Stx France, ovvero si sarebbe sostituito a Fincantieri nel rilevare il 66,6% di Stx France. Cioè, avrebbe provveduto a nazionalizzare i bacini degli Chantiers de l’Atlantique. Si consideri che la mano pubblica d’Oltralpe ha già in portafoglio il 34,4% della società cantieristica.

La replica italiana. Dopo alcune ore l’esecutivo italiano ha replicato a doppia voce, prima quella del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, poi quella del titolare di Economia e Finanza Pier Carlo Padoan che, tramite Cassa depositi e prestiti, è il maggior azionista di Fincantieri col 72%. Posizioni che, pur con differenti nuances, sostenevano il punto di Fincantieri e contestavano piuttosto seccamente il diktat francese. Roma - ha detto Calenda - non andrà avanti su Stx France se non saranno rispettate le condizioni del progetto italiano, condizioni conosciute sia dal precedente governo francese che dall’attuale. «Un buon test - ha concluso - per capire se, chi parla di europeismo e valori liberali, li applica». «Non accettiamo ultimatum dalla Francia - ha ribadito in serata - per ragioni di merito, ma anche di dignità e orgoglio nazionale».

Il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda

Il ministro Padoan. Più articolato il «rammarico» espresso da Padoan sull’intenzione francese di nazionalizzare. Cinque i passaggi: Parigi vuole cancellare accordi già presi; il governo italiano ha ascoltato le ragioni d’Oltralpe; non si vede perchè Fincantieri debba rinunciare al controllo di Stx France; a un gruppo coreano (Stx) si è pur permesso di controllare il 66% della realtà cantieristica atlantica, mentre a un gruppo italiano si nega il controllo con una quota del 51%; l’eventuale nazionalizzazione avverrebbe alla faccia di una maggiore integrazione europea.

Fincantieri. La terza risposta ai francesi era giunta dalla stessa azienda, perchè l’amministratore delegato Giuseppe Bono aveva un appuntamento con gli analisti sulla semestrale e ha profittato dell’occasione per chiarire alcuni capitoli della vicenda, premettendo che «la pazienza è finita». E questo la dice lunga sugli stati d’animo in campo.

L’acquisizione di Stx France è «un obiettivo industriale e politico», sul quale Fincantieri ha «pieno sostegno del nostro governo». «Siamo italiani ed europei - si è spazientito il manager calabrese - ma non possiamo accettare di essere trattati meno dei coreani».

Bono ha precisato che Fincantieri ha già una joint venture in Cina «il mercato più importante per le navi da crociera» e la posizione strategica del gruppo italiano è «la migliore al mondo». «Le continue elezioni in Francia - ha picchiato ancora Bono - non hanno facilitato il nostro lavoro», alludendo al fatto che l’accordo firmato a maggio è stato smentito subito dopo l’elezione di Macron. Poi la chiusa al vetriolo: «Non abbiamo bisogno di Stx perchè abbiamo un ottimo portafogli ordini. Negli ultimi anni abbiamo consegnato 50 navi da crociera mentre Stx, che ha cambiato tre volte proprietà (Alstom, Aker, Stx ndr), solo 12». E, per addolcire il fondente dessert transalpino, Bono ha rimembrato agli analisti che - in base a numeri, prospettive, obiettivi del piano industriale - con il bilancio 2017 arriverà finalmente il dividendo, che sarà distribuito nella primavera del prossimo anno.

Rammentiamo che ieri l’altro il cda Fincantieri ha approvato la semestrale, che, nel raffronto con il periodo gennaio-giugno del 2016, ha visto migliorare il fatturato dell’1,3% e il margine operativo lordo passato dal 5 al 6,3%.

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