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Il ministro Franceschini firma il recupero del Museo Ferroviario di Trieste

Il polo espositivo resterà chiuso fino al termine dei lavori - previsti per un anno circa - e dopo il restauro sarà gestito dalla Fondazione con il supporto dei volontari. Il contributo economico del Ministero è di due milioni di euro

2 minuti di lettura
La visita del ministro Dario Franceschini al Museo Ferroviario (Lasorte) 

[[(Video) L'arrivo a Trieste diel ministro Franceschini sul treno storico]]

 

TRIESTE Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha firmato oggi al Museo Ferroviario di Campo Marzio il Protocollo attuativo del progetto di restauro e conservazione del sito. Il protocollo è stato sottoscritto dalla Presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dall’AD delle Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e dal Presidente della Fondazione FS Mauro Moretti.

 

 

L'accordo dà il via al progetto di restauro della prima parte del Museo Ferroviario e al suo riutilizzo come polo turistico e museale. Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione FS prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari italiani e dell’ex impero Austro-Ungarico.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Franceschini a Trieste: dal treno storico alla firma]]

 

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Parte il restauro del Museo ferroviario di Trieste]]

 

Il polo espositivo resterà chiuso fino al termine dei lavori - previsti per un anno circa - e dopo il restauro sarà gestito dalla Fondazione con il supporto dei volontari. Il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è di due milioni di euro, quello della Regione mezzo milione, quello del Gruppo Fs, proprietario dell’immobile, un milione e mezzo. Il Museo Ferroviario di Trieste, gestito dal 1984 dal Dopolavoro Fs, ha sede nella ex stazione terminale dell’antica linea Austro-Ungarica Trieste - Vienna.

La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l'Austria e la Slovenia, tramite l’antico valico di Monrupino che sarà mantenuto in esercizio e potenziato per questi scopi.

 «È la prima parte di recupero di questo luogo straordinario, con locomotive e treni di un'importanza assoluta, che conservano la memoria non soltanto di Trieste ma dell'Italia». ha affermato Franceschini «È un grande progetto di riqualificazione urbana anche con la possibilità di collegare la vecchia stazione di Campo Marzio con la stazione e il parco di Miramare. Veramente una grande sfida".

Riguardo all'opera di conservazione del museo gestito dai volontari del Dopolavoro ferroviario, Franceschini ha sottolineato che "hanno fatto una cosa straordinaria, in mezzo a grandi difficoltà e con mancanza di risorse, nel mantenere questo luogo in condizioni tali da essere oggi rilanciato, restaurato e recuperato. Va dato merito a chi ci ha lavorato. Adesso serve un salto di qualità, servono risorse pubbliche; abbiamo messo assieme a Regione e Ferrovie i primi quattro milioni, adesso dobbiamo fare il resto. Immagino cosa può voler dire per il turismo scolastico, per i viaggiatori da tutto il mondo - ha concluso - visitare questo luogo di memoria unico".

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