Addio a Manuele Braico, l’esule del dialogo 

Era stato da poco riconfermato a capo delle Associazioni delle Comunità istriane. Aveva 60 anni

«Dovemo farghela». Il 6 luglio scorso si era rivolto a chi gli aveva fatto gli auguri per il suo sessantesimo compleanno. Ma Manuele Braico, nato il 6 luglio 1957 nel campo profughi di Padriciano da una famiglia proveniente da Briz di Collalto (località dell’Alto Buiese, tra Momiano, Oscurus e Vergnacco), non c’è l’ha fatta. Ieri alle 3 di mattina se n’è andato. Una vita passata lavorando alla Ferriera di Servola (responsabile per molto tempo dell’area cokeria) e spesa per la causa degli esuli. Il triste annuncio è stato dato la scorsa notte dalla famiglia. «La moglie Dina con la figlia Giulia danno l’annuncio della scomparsa di Manuele Braico, presidente delle Associazioni delle Comunità istriane, vicepresidente dell’Università popolare di Trieste, vicepresidente FederEsuli e consigliere dell’Irci. Dopo una malattia di circa tre anni, si è spento serenamente in casa oggi – si legge in un comunicato del comitato diffuso dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia –. La famiglia esprime un particolare ringraziamento a tutti gli amici e parenti intervenuti a festeggiare il suo sessantesimo compleanno e a salutarlo. Ulteriori ringraziamenti sono rivolti a tutto lo staff medico, infermieristico e di supporto del reparto di Oncologia dell’Ospedale Maggiore di Trieste e dell’assistenza domiciliare del Distretto sanitario di Valmaura per il supporto psicologico e clinico ricevuto, in particolare nell’ultimo periodo. La cerimonia funebre si terrà in forma strettamente privata».

Una scomparsa che ha lasciato tutti nello sconforto. Il 20 giugno scorso, nonostante i problemi di salute, era stato riconfermato alla guida dell’Associazione delle Comunità istriane di cui faceva parte dal 1979. «Me lo hanno chiesto in tanti. Non ho potuto rifiutare. Voglio dare il mio contributo per il dialogo con le altre associazione e con i rimasti in Istria», aveva dichiarato. Il 10 giugno era stato ospite a Umago della Comunità degli italiani “Fulvio Tomizza” . E ora lascia tutti orfani nel mondo degli esuli. «Sei stato un combattente fino alla fine. Onorato di aver lavorato fianco a fianco in questi anni», scrive Fabrizio Somma dell’Università popolare. «Un uomo buono e coraggioso. Vola alto» aggiunge Massimiliano Rovati. «A nome mio personale ed a nome di tutta l’Unione degli istriani desidero esprimere ai familiari le più vive condoglianze per la prematura scomparsa del collega Manuele Braico», scrive da Budapest Massimiliano Lacota. «Mi spiace davvero enormemente. Condoglianze alla famiglia», partecipa Laura Marzi, sindaco di Muggia. «Un grande dolore. Perdo un amico, Trieste perde un uomo buono», scrive l’ex assessore Paolo Rovis. «Un tristissimo giorno. Ciao Manuele ci mancherai tanto» aggiunge l’assessore Lorenzo Giorgi. «Ci conoscevamo da più di trent’anni e posso dire – ricorda Claudio Grizon – che in rare occasioni ho conosciuto persone con la tua bontà d’animo, generosità e operosità». Molto scosso si è detto in serata anche il consigliere regionale Bruno Marini, che a sua volta lo conosceva molto bene.

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