Referendum a settembre sulla Capodistria-Divaccia

LUBIANA. Dopo un acceso dibattito in Parlamento la Slovenia ha deciso per il suo “election day”. Il prossimo 24 settembre, infatti, gli elettori si recheranno alle urne sia per scegliere il nuovo...

LUBIANA. Dopo un acceso dibattito in Parlamento la Slovenia ha deciso per il suo “election day”. Il prossimo 24 settembre, infatti, gli elettori si recheranno alle urne sia per scegliere il nuovo presidente della Repubblica, sia per esprimere il proprio parere in merito al referendum abrogativo della legge sul raddoppio della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia. L’assemblea parlamentare di Lubiana ha ieri dato luce verde a tale disposizione con 50 voti a favore e 18 contrari.

Non è stata una decisione facile, e ai deputati poco importava, dal tenore del dibattito in aula durato quasi cinque ore che, raggruppando le due chiamate alle urne, si sarebbe determinato un gran bel risparmio alle casse dello Stato. Da rilevare, al di là del dibattito in aula, che il Comune di Capodistria che, in prima istanza, si era schierato a favore del referendum abrogativo ha poi fatto marcia indietro quando il governo di Lubiana ha deciso di puntare non a un raddoppio della linea esistente ma a una vera e propria nuova tratta ferroviaria a doppio binario tra Capodistria e Divaccia. Linea ferroviaria che, ricordiamo, diventa assolutamente strategica per lo sviluppo dei traffici del Porto di Capodistria, unico scalo marittimo della Slovenia.

Anche la commissione competente della Camera di Stato aveva indicato il 24 settembre come data per lo svolgimento del referendum, data peraltro non avversata neppure dal ministro delle Infrastrutture, Peter Gašperšič, il quale aveva dichiarato di rispettare la volontà popolare di porre la questione della ferrovia tra Capodistria-Divaccia al parere del corpo elettorale sloveno.

Ovviamente i promotori del referendum hanno puntato tutto proprio sull’election day. In questo modo sperano, ovviamente, di poter contare su un’affluenza decisamente maggiore alle urne rispetto a quella cui avrebbero potuto contare se il voto referendario si fosse svolto in un’altra data. Insomma, chi voterà per il presidente della Repubblica sarà più “invogliato” a esprimere il proprio parere anche sulla legge ad hoc che l’esecutivo di Lubiana ha varato per la realizzazione della tanto agognata ferrovia veloce tra Divaccia e Capodistria.

Da rilevare che le opposizioni in Parlamento che hanno votato contro l’election day avevano proposto quali dati indicative per lo svolgimento del referendum il 5 o il 12 di novembre.

In base alla nuova legge sulle consultazioni popolari la legge sul raddoppio della Capodistria-Divaccia sarà abrogata se i “no” supereranno quota 340mila (prima bastava la maggioranza semplice di coloro i quali si fossero recati alle urne). Il referendum non contesta la realizzazione dell’infrastruttura, ma l’impianto legislativo, definito arruffato e privo di coperture finanziarie, proposto dal governo.

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