Gorizia, la rivolta delle panchine. Tutti a dormire nel parco FOTO

La "rivolta" delle panchine a Gorizia (foto Bumbaca)

La reazione contro le sanzioni a carico di chi bivacca nel verde annunciate dal sindaco

GORIZIALa sfida al sindaco.L’appuntamento era per sabato sera, 1 luglio. Alle 23. Niente a che vedere con la notte dei saldi. Quella di ieri doveva essere, secondo l’organizzatore, la notte della “protesta civile” (o della “protesta delle panchine”) contro gli annunci del neosindaco Rodolfo Ziberna relativi alla gestione del fenomeno-immigrazione («Analizzerò il regolamento comunale e, se non incluse, prevederemo sanzioni a carico di chi bivacca nei parchi. Anche sulle panchine pubbliche faremo chiarezza», il succo del Ziberna pensiero).

A lanciare il sasso Renato Fiorelli, leader storico dei Verdi. «Intanto, chiariamo subito una cosa: questa non è una provocazione. E non è nemmeno una boutade. Si tratta di un’“azione diretta non violenta”. Questa è la definizione esatta».

Renato Fiorelli (Verdi)

«In cosa consiste? L’azione non violenta è letteralmente: fare ciò che ritieni giusto con le tue stesse mani, senza affidarti alle strutture gerarchiche, senza bisogno che da un’autorità “più alta” qualcuno ti chiami ad agire o ti ordini di farlo. L’azione non violenta è prendere su di sé una responsabilità personale per realizzare il cambiamento».

Aggiungeva Fiorelli: «Entrando nel dettaglio, do appuntamento al Parco della Rimembranza a tutti coloro che dissentono dalle esternazioni e dalle ordinanze del nuovo sindaco. Vogliamo dormire lì, dalle 23 alle 7. Basterà portarsi un sacco a pelo e un documento.

Quest’atto fa parte della responsabilità individuale della persona. Vogliamo che ne scaturisca una riflessione che porti a un ripensamento.

All’azione diretta non violenta sottende un’obiezione di coscienza, in questo caso verso decisioni che riteniamo non giuste. Chi la fa, può anche pagare un costo. Ma tutto avviene in maniera non violenta, il che non vuol dire essere acquiescenti».

Don Ruggero Dipiazza

Uno dei più convinti sostenitori dell’iniziativa (ma lui non c'era) è stato monsignor Ruggero Dipiazza, parroco di San Rocco. «Fossi stato un po’ più giovane e con meno acciacchi, sarei stato con lui, mi sarei presentato al Parco della Rimembranza. Diciamo che con il pensiero ci sono stato e sostengo l’iniziativa di Fiorelli.

Bisogna mettere il politico di fronte a delle scelte. Trovare una soluzione è il dovere di ogni buon padre di famiglia e, quindi, di ogni bravo amministratore. Mi sembra che, in questo caso, il nuovo sindaco abbia voluto privilegiare la spettacolarizzazione e la demagogia».

Roberto Criscitiello

Roberto Criscitiello (Sinistra Unita) parla di «iniziativa da appoggiare. Come ho dichiarato nei giorni scorsi, ho letto grandi dichiarazioni ad effetto da parte di Ziberna ma, all’atto pratico, se dovesse essere comminata una multa ai richiedenti-asilo che bivaccano, come la pagherebbero?

Il sindaco, forse, chiederà loro il telefonino “in ostaggio” visto che altro non hanno? Mi sembra che il neosindaco, al suo insediamento, abbia fatto dichiarazioni ancora sull’onda della campagna elettorale. Ma, ormai, non deve convincere più nessuno e risolvere i problemi. E non è certamente che con i decreti e le sanzioni si risolve la problematica dell’immigrazione».

Andrea Picco (Forum)

Il Forum per Gorizia stava lavorando a qualcosa di simile. A svelarlo Andrea Picco che non esita definire «bellissima» l’idea di Fiorelli. «Era un’iniziativa cui stavamo pensando pure noi. Noi volevamo organizzare una specie di flash mob. L’unica incertezza era legata al tempo: per questo la faremo, forse, la prossima settimana». Aggiunge Picco: «Io avrei voluto che organizzassimo il tutto non al Parco della Rimembranza, bensì in piazza Vittoria. Così, se il prefetto ci avrebbe mandato via, noi saremmo andati tutti in galleria Bombi. A dormire».

Non c'era il portelliano Emanuele Traini (Gorizie). «Non c'ero perché devo lavorare al bar. E poi, voglio aspettare l’evolversi pratico della situazione. Una simile ordinanza, se mai verrà sottoscritta, ha tutto il sapore di una boutade.

Ma l’iniziativa di Fiorelli dimostra che simili uscite possono scatenare una reazione. Le misure indicate da Ziberna, lo ripeto, per ben che vada, sono semplicemente inapplicabili, sono un palliativo efficace solo da un punto di vista mediatico e che non risolverà nulla. Si tratta solamente di spettacolarizzazione».
 

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