Controllo unico al confine fra Slovenia e Croazia 

Il traffico sostenuto ai confini tra la Slovenia e la Croazia

Da ieri Zagabria è entrata nel Sistema informatico di Schengen (Sis) Ridotti i tempi di attesa. Ma l’ingresso vero e proprio è previsto nel 2018

LUBIANA. La Croazia da ieri è entrata a far parte ufficialmente del Sistema informativo di Schengen (Sis) e questo in vista di un suo ingresso nell’omonima area che si prevede possa avvenire alla fine del prossimo anno.

La possibilità delle autorità di polizia di Zagabria di poter accedere alla banca dati dell’Area Schengen ha, da un punto di vista pratico, una conseguenza diretta inerente ai controlli lungo i confini tra la Croazia stessa e la Slovenia (confine esterno di Schengen).

D’ora in poi, infatti, tra Slovenia e Croazia, non ci sarà più bisogno di un doppio controllo dei documenti di transito. In base alla normativa europea vigente, infatti, la Slovenia controllerà i documenti di coloro che sono in entrata Stato e altrettanto faranno i croati.

Quindi i due Paesi potranno trovare l’accordo in base al quale per i cittadini europei basterà un solo controllo lungo il confine tra i due Paesi. È cosa nota che la Slovenia come confine esterno di Schengen deve controllare sistematicamente tutti i documenti di transito verso e dalla Croazia con le interminabili code già registrate nelle settimane scorse e che, con l’avvio della stagione turistica, rischiano di diventare un problema non trascurabile e che potrebbe avere risvolti comunitari.



Il primo ministro della Croazia, Andrej Plenković si è recato ieri pomeriggio al valico di confine con la Slovenia di Bregane per illustrare ai giornalisti come funziona il Sistema informativo di Schengen e che, in pratica, allaccia Zagabria alla regione senza confini, anche se l’ingresso ufficiale non si avrà prima della fine del 2018.

Da un punto di vista pratico però, la Croazia non si fa illusioni che il controllo unico ai confini sloveno-croati possa costituire la panacea ai lunghi tempi di attesa determinati dall’esame sistematico dei documenti da parte della polizia di frontiera, esame, che, ricordiamo passa attraverso il Sistema informatico di Schengen, quello dell’Interpol e della polizia nazionale (slovena o croata).



E proprio relativamente a questo problema c’è da segnalare che la Slovenia ha ufficialmente informato Bruxelles che da ora in avanti e fino al 30 settembre prossimo il controllo lungo il confine con la Croazia non sarà più sistematico ma a campione, altrimenti le code che si formerebbero costituirebbero un problema dai risvolti umanitari.

Da rilevare che al confine di Bregana (a Est di Zagabria) Slovenia e Croazia, al contrario di quanto avviene su tutti gli altri valichi, hanno attuato controlli ben differenziati i quali, con l’entrata di Zagabria nel Sis dovrebbero, secondo fonti di polizia croate, notevolmente diminuire i tempi di attesa di attraversamento del confine.
 

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