Trieste, in piazza Unità l’omaggio in musica alla Shoah

Il concerto sul palco in piazza Unità. Fotoservizio: Lasorte

Cinquemila spettatori in piazza Unità per il concerto voluto dalla Diocesi. Rive chiuse e varchi all’ingresso

A distanza di una settimana piazza Unità è tornata blindatissima con le Rive chiuse al traffico già da metà pomeriggio e controlli serrati.

Allerta massima infatti, ieri sera, per garantire assoluta sicurezza al concerto “La sofferenza degli innocenti”, che ha coinvolto 5mila persone e temi delicati: l’opera sinfonica è stata composta soprattutto per rendere omaggio alle vittime ebraiche della Shoah e a quelle della Seconda Guerra mondiale. Ragione per cui le forze dell’ordine sono state schierate proprio come sette giorni fa in occasione del concerto della Filarmonica della Scala, per vigilare su ogni movimento sospetto.

E anche il questore Leonardo La Vigna ha personalmente girato più e più volte intorno al pubblico per verificare che tutto fosse a posto. Come da previsioni, ogni cosa è andata liscia durante i controlli di fronte ai due ingressi di via dell’Orologio e piazza Verdi, dove sono stati analizzati uno a uno borse e zaini. Requisite solo bottigliette di plastica secondo le regole già annunciate più volte.

I cancelli sono stati aperti verso le 19.30, ma il flusso, hanno confermato gli organizzatori, è stato molto ordinato e nulla ha intralciato la scaletta, se non il maltempo.

Trieste, splende il sole sulle prove tecniche dell'orchestra neocatecumenale



Le prove tecniche sollecitate in anticipo a causa di alcuni problemi sopravvenuti a causa del temporale terminato poco prima dell’inizio, hanno leggermente posticipato l’inizio vero e proprio.

Ma nonostante il meteo, cambiato all’ultimo, la platea era gremita di gente, proveniente da Austria, Spagna, Croazia, Slovenia, Italia (oltre al Friuli Venezia Giulia, c’erano rappresentanze del Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto).

Trieste - Dopo il temporale, rigidi controlli per il concerto in piazza Unità

Il vasto audience era soprattutto del Cammino Neocatecumenale, perché l’opera sinfonica-catechetica in cinque movimenti, già rappresentata in tantissimi Paesi del mondo, è stata composta da Kiko Argüello, l’iniziatore del movimento fondato nel 1971 assieme a Carmen Hernández (morta nel 2016), che gli organizzatori hanno voluto ricordare in particolare con un’immagine calata sul palco per tutta la durata del concerto.

A portare la propria parola di saluto in occasione di questo speciale concerto - diretto da Tomáš Hanus, direttore dell’Opera Nazionale del Galles con 180 elementi prevalentemente spagnoli, ma tra cui comparivano anche musicisti triestini - all’insegna dell’incontro tra le religioni cattolica ed ebrea, sono stati il vescovo Giampaolo Crepaldi, che ha sottolineato «lo straordinario incontro di questa sera tra le due confessioni», il sindaco Roberto Dipiazza, che ha osservato come «la Risiera di San Sabba, dove oggi siamo stati a pregare, ha rappresentato un luogo di dolore e di morte».

Dopo di lui anche il rabbino di Trieste Alexander Meloni, che ha spiegato come «la sofferenza sia sempre origine dell’uomo e del suo libero arbitrio», e il rabbino di Firenze Joseph Levi. Tra il pubblico anche la presidente della Regione Debora Serracchiani, diversi assessori della giunta comunale e autorità religiose.

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