Ziberna nuovo sindaco di Gorizia, Collini evita la disfatta

Ziberna subito dopo essere stato eletto sindaco di Gorizia mentre festeggia nel suo quartier generale. Foto Bumbaca

Nel capoluogo isontino affluenza in calo: 44%, -13% rispetto al primo turno. Seggi chiusi alle 23. Alla fine delle spoglio le preferenze per il candidato del centrodestra sono il 59,79%. Il vincitore: giunta entro 10 giorni. Serracchiani: "Ora nessun appello". Fedriga: "Liberiamo la Regione"

Rodolfo Ziberna, candidato della coalizione di centrodestra e sostenuto da otto liste, è il nuovo sindaco di Gorizia, l’undicesimo dal dopoguerra.

Ha vinto il ballottaggio con il 59,79% dei voti contro il 40.21% ottenuto da Roberto Collini, candidato di Pd e di tre civiche. Bassa l’affluenza ai seggi che si è attestata sul 44,01%.

Gorizia, festa grande per il nuovo sindaco Rodolfo Ziberna

Collini limita i danni e ottiene una sconfitta più che onorevole se si considera che dopo il primo turno - in cui erano in lizza nove candidati sindaco - aveva ottenuto solo il 22,68% contro il 49,80% di Ziberna cui era sfuggita per una ventina di voti la vittoria al primo turno.

Pronostici rispettati dunque in questa tornata elettorale. Il Comune di Gorizia dopo i due mandati, 10 anni, di guida Romoli si conferma un fortino inespugnabile del centrodestra che proprio dal voto goriziano trova nuova linfa per puntare alla conquista della Regione. Che Ziberna dovesse essere il nuovo sindaco di Gorizia erano in pochi a dubitare. E lo stesso Ziberna si è sentito primo cittadino ben prima del responso delle urne.

Da sinistra: Rodolfo Ziberna, Sandra Savino, Riccardo Riccardi e Ettore Romoli. Tutti felici

Verso le 21 di ieri infatti ha postato sul suo profilo Facebook un messaggio di gratitudine per coloro che si sono adoperati nell’emergenza causata dal maltempo. Collini esce a testa alta dal ballottaggio per due motivi: il primo è proprio quello di esserci arrivato (il centrosinistra non otteneva questo risultato da 15 anni, quando vinse a sorpresa Vittorio Brancati); il secondo attiene al sostanzioso recupero percentuale di voti rispetto al primo turno.

I votanti sono stati 6.470 uomini e 6.909 donne per un totale di 13.379 aventi diritto. Calcolatrice alla mano fa il 44,01% del bacino elettorale totale. Complessivamente, al primo turno l’affluenza alle urne si era attestata sul 57,90%, quasi quattro punti percentuali in meno rispetto al 2012 quando la spuntò subito Romoli.

Detto che la bassa affluenza conferma una pericolosa china verso il disinteresse per la cosa pubblica anche a Gorizia, appare evidente che la macchina da guerra approntata da Ziberna - ben otto liste a sostegno - ha dato i risultati elettorali sperati. Che ora dovranno essere tradotti nel programma amministrativo e nella composizione della giunta, compito che si annuncia affatto agevole visti i legittimi appetiti di tanti candidati premiati da molte preferenze.

Collini ha recuperato voti anche in virtù dell’appoggio di elettori che al primo turno avevano scelto altri candidati dell’area di centrosinistra.

La presenza di almeno cinque esponenti del centrosinistra al primo turno la dice lunga sull’assenza di una strategia comune in questa coalizione. Si è detto che il primo turno ha costituito una sorta di primarie per lo schieramento, ma al secondo turno Collini non ha visto formalizzato l’appoggio che sperava dai vari Portelli, Picco, Gaggioli e altri esponenti riferibili al centrosinistra.

Rodolfo Ziberna provvederà ora a dimettersi dal Consiglio regionale dove riveste la carica di capogruppo di Forza Italia. Al pari dei predecessori De Simone e Valenti prosegue in quel solco di “giulianità” figlia delle origini istriane segnate dall’esodo.

Non è un elemento secondario questo. Gorizia perenne vaso di coccio tra Trieste e Udine dovrà per forza cercare di rafforzare la propria identità. Non è facile il compito che spetta a Ziberna. Egli stesso ha puntato molto nella campagna elettorale sul tema del lavoro. E certe promesse vanno mantenute.

Non è semplice nemmeno gestire l’eredità di Romoli, manager prima che sindaco, capace di trasformare l’epidermide della città ma non altrettanto l’anima, che resta intrisa di un fatalismo e di una lentezza controproducenti. La campagna elettorale si è sviluppata senza eccessi dialettici né attacchi personali.

Lo sfidante sconfitto, visibilmente deluso. Foto: Bumbaca

Una grande ammucchiata al centro, salvo alcune posizioni, che ha reso il quadro politico asfittico e poco stimolante come dimostra la bassa affluenza alle urne. Tra i flop più evidenti va registrato l’esito negativo del Movimento 5 Stelle che pure alla vigilia era ben accreditato. Ma, come detto, è il centrosinistra che ha reso più agevole l’affermazione di Ziberna. Troppa dispersione di forze, eccessiva personalizzazione di alcuni candidati, programmi sostanzialmente sovrapponibili. Collini dopo il primo turno ha praticato l’autocritica ammettendo di aver parlato poco alla “pancia” della gente. I laboratori politici piacciono poco alla gente che sembra preferire, come intuito da Romoli, un manager a capo del Comune. I politici non sono più di moda nelle amministrazioni.

Il primo commento di Ziberna: entro dieci giorni il nuovo governo cittadino. "Entro dieci giorni Gorizia avrà la nuova giunta comunale». Queste le parole a caldo del nuovo sindaco del capoluogo isontino, Rodolfo Ziberna (Forza Italia), commentando con i giornalisti la vittoria al ballottaggio sul candidato di centrosinistra, Roberto Collini. "Da domani però - ha aggiunto Ziberna facendo riferimento ai danni causati dal nubifragio abbattutosi oggi su Gorizia, che ha causato la caduta di centinaia di rami e di alcuni alberi, provocando danni e allagamenti - pensiamo a liberare la città dalle ramaglie".

Debora Serracchiani: "Dopo Gorizia nessun appello". «Dopo Gorizia non ci sarà più nessuna prova d’appello, il centrosinistra si misurerà sul governo della Regione». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando l’affermazione di Rodolfo Ziberna a Gorizia, candidato sindaco del centrodestra. «Gorizia non è solo una sconfitta ma - ha continuato la presidente - è anche una precisa lezione che il centrosinistra deve fare propria e trasformare in lavoro politico. Ascoltare di nuovo e di più i cittadini, metterli al centro dei programmi e costruirvi intorno un’alleanza larga e competitiva: è una formula semplice e ben nota al centrosinistra ma occorre umiltà e spirito di servizio. Collini ha dimostrato di averne». Per Serracchiani «le migliaia di elettori che hanno scelto di non votare al primo o al secondo turno e che ormai non sono più intercettati nemmeno dai grillini, devono essere la nostra prima preoccupazione».

Fedriga: ora liberiamo la Regione. «Una vittoria schiacciante: ora pronti a liberare la Regione.» Lo dichiara il capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga, a commento della netta vittoria di Ziberna per il centrodestra al Comune di Gorizia. «Trieste, Pordenone, Monfalcone, e adesso Gorizia: al mosaico dei recenti successi del centrodestra unito in Friuli Venezia Giulia si aggiunge oggi un importante tassello in vista delle prossime elezioni regionali». «Se è vero che il voto amministrativo premia la credibilità del candidato sindaco, della sua squadra e del programma, è altrettanto inoppugnabile che vi siano dei riflessi politici di più ampio respiro che rimarcano la netta bocciatura dei cittadini a Serracchiani, in particolare per le ripercussioni delle sue scelte in materia di immigrazione, sanità ed enti locali.» «Un vero e proprio avviso di sfratto dunque - conclude Fedriga - che mi auguro diventi esecutivo, nell’interesse del nostro territorio, quanto prima».

Anna Maria Cisint esulta. “C’è una differenza importante: noi avevamo vinto dopo tantissimi anni di governo di centrosinistra, mentre a Gorizia Rodolfo Ziberna succede all’ottima amministrazione guidata da Ettore Romoli. Non posso che essere davvero molto soddisfatta – spiega il sindaco di Monfalcone – perché ora, con il risultato di Ziberna a Gorizia, riusciremo a creare assieme a Cormons e Duino Aurisina un’area di sindaci di centrodestra pronti a darci una mano reciprocamente"

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