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Demanio Marittimo, Roma contro Trieste: impugnata la legge

Il governo Gentiloni impugna la legge che è stata approvata lo scorso aprile in piazza Oberdan. La competenza statale sarebbe stata invasa dalla norma del Consiglio regionale

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TRIESTE . La legge regionale sul demanio marittimo, approvata lo scorso 10 aprile, non è però piaciuta al governo, che ha deciso di impugnarla avanti alla Corte costituzionale.

Le ragioni dell’altolà, giunto ieri dall’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, sono anticipate nel rituale comunicato di palazzo Chigi: «Alcune norme riguardanti le concessioni demaniali marittime eccedono dalle competenze statutarie e invadono la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di rapporti con l’Unione europea e di tutela della concorrenza». Il vulnus della Regione Fvg “ferisce” l’articolo 117 della Costituzione al secondo comma, laddove si concentrano le materie di esclusiva pertinenza statale.

Le strutture politiche e tecniche della Regione Fvg si sono già allertate per capire esattamente quali punti della legge 10 abbiano attirato l’attenzione del governo. L’assessore alle Finanze, Francesco Peroni, ipotizza che le materie del contendere attengano l’indennizzo del concessionario uscente e la durata della concessione, che la norma regionale fissa a 40 anni, superiore alla previsione nazionale.

La legge regionale - spiega Peroni - ha cercato di andare incontro alle richieste del settore turistico: d’altronde non è l’unica a essersi orientata in questo senso, tant’è che un’analoga norma della Regione Toscana è stata impugnata e attende il responso della Consulta.

Il precedente toscano - dice ancora l’assessore - aveva in un certo senso preparato la giunta alla decisione assunta ieri dal Consiglio dei ministri. Ma la Regione Fvg terrà il punto, come argomenta Peroni: «Restiamo convinti che la disciplina a suo tempo proposta dalla giunta e largamente condivisa dal Consiglio regionale rappresenti un’appropriata soluzione di equilibrio tra principi comunitari e costituzionali, da un lato, e prerogative di autonomia speciale della nostra Regione, dall’altro».

A questo punto, espletate le prime formalità procedurali, avrà inizio una fase di pre-contenzioso, durante la quale Governo e Regione si confronteranno per trovare un’eventuale alternativa al giudizio della Corte. «Tenteremo - aggiunge Peroni - di convincere Roma sulla fondatezza delle nostre posizioni».

Non ci dovrebbero essere problemi relativi alla vigenza della legge impugnata, in quanto le proroghe alle concessioni arrivano a fine 2020: entro quel limite temporale ci sarà la possibilità di fare chiarezza sulla norma regionale. Quindi - conclude l’assessore alle Finanze - non si verrebbero a determinare effetti immediati riguardo l’applicazione della legge 10.

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