Nasce il partito trasversale delle primarie

Centrodestra e centrosinistra predicano compattezza e la decisione degli elettori potrebbe facilitare le alleanze e la sintesi. Nella foto: Debora Serracchiani

La scelta popolare del candidato governatore contagia i tre schieramenti nel dopo voto

TRIESTE. Il dopo voto in Friuli Venezia Giulia accende la voglia di primarie. Tutti, chi più chi meno, pensano ormai al confronto di programmi e candidati in vista delle regionali 2018. A centrosinistra come a centrodestra. Le amministrative di primavera hanno confermato ai due schieramenti tradizionali l’urgenza dell’alleanza e dell’unità. Le primarie potrebbero aiutare la sintesi. E potrebbero aiutare pure un Movimento 5 Stelle uscito con le ossa rotte dal voto di domenica scorsa che a sua volta cercherà il rilancio attraverso l’ascolto del suo popolo.



Debora Serracchiani è la prima a sperare in un centrosinistra unito. Intervistata a Radio Anch’io, la presidente della Regione ha rilevato come, se a livello nazionale il dialogo è complicato, nei territori la coalizione è stata competitiva. E lo sarà anche nel 2018, è la convinzione anche di Salvatore Spitaleri, «se solo la smetteremo di darci randellate».

Il presidente regionale dei dem considera inevitabile un confronto a più voci per individuare il candidato (sempre che Serracchiani non opti per il bis, ma la scelta romana pare ormai scontata). «Non possiamo pensare a un Pd autosufficiente e dobbiamo invece lavorare per ampliare la coalizione», ribadisce Spitaleri invitando il centrosinistra a non farsi del male da solo: «Inutile colpirci reciprocamente. Le primarie di coalizione possono essere l’occasione non solo per scegliere il candidato, ma anche per fissare i nodi programmatici. Un buon modo dunque per raccogliere pure il mondo dell’autonomismo e quello civico attorno a un’agenda di governo».


Il riferimento al programma è anche di Giulio Lauri. «Le primarie? Sono nel dna del centrosinistra ma – dice il consigliere regionale vicino a Pisapia – non mettiamo il carro davanti ai buoi. La prima cosa da fare è un bilancio di quanto prodotto in quattro anni di legislatura, tenendo la coalizione al riparo da atteggiamenti personalistici che non servono ai cittadini e non aiutano la politica».

Sulla stessa linea pure Carlo Pegorer. Ma con un’aggiunta importante: Mdp-Articolo 1 non considera Sergio Bolzonello, la più che probabile candidatura Pd per il dopo Serracchiani, il profilo adatto a segnare discontinuità con l’amministrazione uscente. «Per quanto mi riguarda – precisa il senatore friulano –, dopo aver aperto una discussione che non escluda nessuno e dopo aver costruito una seria proposta di governo fondata su una maggiore attenzione verso i cittadini in difficoltà, si può trovare la sintesi che possa rappresentare al meglio il progetto. All’avvicinarsi delle scadenze elettorali restiamo dell’avviso che le candidature non possono che essere condivise e scelte assieme. Altrimenti è necessario un confronto tra tutte le proposte in campo. Bolzonello? Non risolve il problema di staccarci dalle difficoltà quotidianamente registrate dall’esperienza della giunta in carica».



La novità è però che di primarie si parla anche a centrodestra. Non tanto per tenere unita una coalizione che, in Friuli Venezia Giulia, non potrà che replicare il modello Gorizia, quello che ha ribadito gli ottimi risultati delle amministrative 2016, quanto per uscire da un possibile stallo nella scelta del candidato. Massimiliano Fedriga, Riccardo Riccardi, o, chissà, Renzo Tondo? «Sono sempre favorevole quando sceglie la gente. Chiaramente chi partecipa alle primarie deve condividere programmi e progetti» dice Fedriga.

Riccardi non si tira indietro, ribadisce di non temere le primarie, ma conferma che per Forza Italia la miglior strada è quella che ha consentito di trovare accordi politici: «Non mi pare che da Trieste a Monfalcone e, ora, da Gorizia a Duino le cose siano andate male».

Chi alle primarie di coalizione a centrodestra crede più di tutti è però Autonomia responsabile. Decisa a parteciparvi proprio con Tondo. «Se si parla di un leder forte, riconosciuto da tutti, di grande esperienza, noi ce l’abbiamo», dice a chiare lettere la segretaria regionale Giulia Manzan. Del resto, insiste, «siamo stati i primi a lanciare un percorso che troviamo democratico e partecipativo. Ci ha seguito solo la Lega, non Forza Italia. Ma l’auspicio è che le primarie si facciano davvero».

Anche per i grillini, pur con modalità diverse, la strada è quella. Affidare la scelta del candidato alla gente. A fine anno pure in Friuli Venezia Giulia, fa sapere Elena Bianchi, si sperimenterà la nuova piattaforma web M5S. «Tutti gli iscritti dell’anno precedente alle elezioni – spiega la consigliera regionale – potranno indicare le liste e poi il candidato presidente. La differenza con il Pd? Noi non chiediamo soldi e non consentiamo la partecipazione alle truppe cammellate dell’ultimo minuto».

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