Accordo Sissa-Cina per l’alta formazione in bionanotecnologie 

Il direttore della Sissa Stefano Ruffo

In piena volata per Trieste eurocapitale della Scienza 2020 firmato il protocollo che porterà in città ricercatori asiatici

Da Suzhou, patrimonio Unesco, a Trieste. Per arrivare alla Sissa e occuparsi di bionanotecnologie. Fortunati gli studenti cinesi del Suzhou industrial Park, che potranno beneficiare dei finanziamenti della loro struttura e di quelli dell’Institute of System Medicine, per venire a frequentare un dottorato proprio nel capoluogo giuliano. L’accordo italo-cinese è stato firmato ieri alla Sissa e arriva proprio a pochi giorni dal termine per la consegna del dossier per la candidatura di Trieste a Capitale della Scienza 2020, a dimostrazione del fatto che quest’area del Nord Est riesce ad attirare un pubblico di alto livello proprio per l’importanza del suo Sistema. Che non a caso, grazie all’intermediazione offerta dal professore di neurobiologia Vincent Torre della Sissa, è al centro di importanti contatti stabiliti in particolare con alcune realtà di Area Science Park, che nell’evento di ieri hanno presentato le loro attività alla delegazione asiatica.



L’“High level talents training program”, così si chiama il percorso di dottorato congiunto che permetterà a giovani scienziati provenienti dal Paese asiatico di studiare e fare ricerca alla Sissa, darà la possibilità ai ricercatori di ottenere un PhD. Gli studenti selezionati potranno anche passare «dei periodi di formazione all’istituto asiatico, in un fruttuoso scambio di competenze e utilizzando attrezzature di laboratorio molto avanzate – ha sottolineato il direttore della Sissa Stefano Ruffo –. È un accordo che sigla solo il primo passo di un patto di collaborazione già istituito tra la nostra Scuola e le istituzioni di quella che ormai è una vera superpotenza. Si tratta di un evento della massima rilevanza, perché è davvero raro che delle realtà scientifiche cinesi finanzino dei percorsi di formazione per i loro studenti da svolgere all’estero. Questo, evidentemente, rimarca l’unicità e il valore della nostra Scuola».



La delegazione cinese ieri ha avuto l’occasione di conoscere le grandi potenzialità del Sistema Trieste.
«Grazie ai contatti acquisiti in anni di collaborazione, abbiamo creato un ponte tra le imprese del territorio che lavorano nel settore high-tech e innovazione e il parco scientifico cinese – spiega Torre –. Per le start-up e gli spin off ci sono importantissime potenzialità per esportare le loro idee nel Paese asiatico». Un percorso che è stato portato avanti «con il prezioso aiuto del Consolato italiano a Shanghai e in particolare del professor Roberto Pagani, addetto scientifico e tecnologico del Consolato» ha aggiunto Torre.

Alla presenza di Stephen Taylor, direttore del Servizio innovazione e sistemi complessi di Area Science Park, nel corso dell’incontro hanno presentato le loro attività sei realtà insediate nel campus di Padriciano. Sono: Ulisse BioMed, startup attiva nel settore della diagnostica, Caen Els, azienda impegnata nello sviluppo di sistemi elettronici per la ricerca in fisica, A.p.e. Research, che sviluppa strumenti avanzati nella nanotecnologia, ThunderNIL che lavora nel campo della nanostrutturazione delle superfici, Elettra Sincrotrone Trieste, laboratorio di ricerca internazionale specializzato nella generazione di luce di sincrotrone, e lo Iom-Cnr, operativo nel campo dei materiali e della fisica allo stato solido.

Video del giorno

La protesta di una signora no vax davanti a Letta

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi