Trieste, la giunta rivolta il bilancio. Scongiurati tagli e rincari

Il sindaco Roberto Dipiazza con l'assessore al bilancio Giorgio Rossi sotto il municipio (foto d'archivio)

Cambia il testo rispetto alla prima opzione con la revisione delle voci finanziarie. Dipiazza: «Noi non bastoniamo nessuno».

Dietrofront. Niente aumenti alle tariffe di case di riposo, mense e canoni di occupazione del suolo pubblico. Il bilancio, anzi, promette ampi investimenti per il Sociale. E pure per sistemare strade e scuole. Come? Con la vendita di azioni Hera, già deliberata nei mesi scorsi. Altre risorse arriveranno dall’estinzione di una sessantina di mutui e da una spending review di 2,5 milioni su quanto, qua e là, si poteva risparmiare. Ma dal 2018 si attendono quattrini anche dalla tassa di soggiorno per i turisti. Roberto Dipiazza schiera l’intera giunta comunale e i capigruppo per dichiarare tutto ciò alla città. «Noi non bastoniamo nessuno», scandisce.



I timori della vigilia, pur scritti nero su bianco in un documento programmatico, si dissolvono in mezz’ora di conferenza stampa convocata sul tamburo. «Siamo una squadra, abbiamo fatto un gran lavoro», dice ancora il primo cittadino prima di passare la parola al braccio destro Giorgio Rossi, responsabile delle casse municipali. L’assessore legge un’articolata relazione sui taglia e cuci con cui è riuscito a tirare la riga definitiva. Ma davanti ai taccuini e ai microfoni dei giornalisti non perderà l’occasione per scoccare una freccia al veleno sull’ex giunta di centrosinistra: «Mediocri». Perché, riporta la relazione, «lo stato manutentivo della città, ereditato dalla precedente amministrazione, presenta molteplici criticità».



I numeri. Ecco dunque le carte e i numeri del bilancio di previsione per il triennio 2017-2019. L’esercizio finanziario 2017, innanzitutto, chiude con 704 milioni di euro; la macchina comunale, da sola, pesa 359 milioni. Il municipio ha dovuto fare i conti con una riduzione dei trasferimenti regionali: un ammanco di 1, 5 milioni tra il 2017 e il 2018 e di 4, 7 milioni tra il 2017 e il 2019. Nonostante questo, «non si è verificato alcun aumento della pressione tributaria», ripete Rossi. Tradotto: il bilancio conferma tutte le aliquote e le tariffe dell’anno precedente. Così come i canoni dei servizi erogati dal Comune. L’ente, piuttosto, ha ridotto l’indebitamento estinguendo una sessantina di mutui. Ma il Comune ha lavorato anche di “spending review” ritoccando alcune voci si spesa “non produttiva” collegata ai grandi contratti di fornitura, come assicurazioni, energia e calore.

Il capogruppo di Forza Italia Piero Camber precisa: La prima spending l’abbiamo fatta sui ”global service”– sottolinea – cioè i servizi di pulizia e manutenzione degli edifici scolastici con appalti più adeguati che costano meno. Abbiamo anche ricontrattato la pulizia della città con l’Acegas, per spendere meglio. Poi potremo investire una parte cospicua del ricavato della vendita della fiera, pari a 4 milioni, e di un avanzo dell’amministrazione passata, per estinguere mutui. Il risparmio è di circa 914 mila euro l’anno». Per il prossimo anno la giunta Dipiazza ha in serbo opere pubbliche per 48 milioni di euro cui rimettere in sesto vie e scuole. Sulle infrastrutture stradali si passa dai 2 milioni del 2016 agli 8 del 2017. Per l’edilizia scolastica e sociale, invece, l’impegno è di 18 milioni contro i 4, 6 del 2016. Per farlo potrà contare anche sulla vendita di un pacchetto di azioni detenute in Hera spa che frutteranno 12, 47 milioni.

Il Sociale. Cresce la spesa per il Sociale. «La giunta Cosolini – accusa Rossi ripercorrendo il documento di bilancio – aveva stanziato 12, 2 milioni di euro per il 2016 e per il 2017. Noi già per il 2016 avevamo portato la cifra a 15,35 milioni». Per il 2017 si prevede un ulteriore incremento di 400 mila euro. «In questa fase iniziale, pertanto, la disponibilità è superiore di 3, 46 milioni, quindi il 28, 15% in più rispetto a quanto messo da Cosolini».

 

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