«La Sgt si sta rialzando senza aiuti pubblici» 

Marco Fumaneri presidente della Ginnastica Triestina

Scatta il restyling della sede. Il presidente Fumaneri: «Ho chiesto aiuto al Comune, alla fine abbiamo fatto da soli con i privati»

Se solo il legno potesse parlare, racconterebbe 150 anni di vicende sportive (e non solo) accadute nella storica sede della Ginnastica Triestina. Se però il parquet può dormire ancora sonni tranquilli, scricchiolando amabilmente sotto i piedi, ad avere le settimane contate sono le facciate dell’immobile di via Ginnastica 47. L’avvio dei lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione del corpo storico della sede della Sgt verrà infatti annunciato questa mattina dal presidente Marco Fumaneri, nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà in quella che dal 1863 è la casa del sodalizio biancoceleste. Gli interventi saranno possibili grazie a un’iniezione di liquidi garantita da realtà private, «in un momento storico in cui i contributi pubblici sono pari a zero». Con questi lavori la Sgt si ripropone di iniziare un nuovo capitolo della propria storia, «all’insegna della positività», perché se è vero che l’abito non fa il monaco, è anche vero che una certa attenzione agli aspetti estetici può aiutare a veicolare meglio quanto sta accadendo al proprio interno.

Fumaneri, in soli pochi mesi di presidenza è riuscito a portare a casa un risultato importante.

La Sgt è una realtà complessa, con 1200 soci, che occupa un immobile di cinquemila metri quadrati con nove palestre e 19 spogliatoi e che fattura 600mila euro l’anno. Non può essere gestita come una semplice società sportiva, ma ha bisogno di un approccio imprenditoriale e manageriale. Questi lavori rientrano in questa logica.

Di quali interventi si tratta?

Il primo lotto punterà a mettere in sicurezza le facciate di via Ginnastica, via Petrarca e via Stuparich. Oltre alle pareti esterne, verranno sostituiti anche i serramenti e verrà rifatta anche la facciata interna, quella che guarda al parcheggio. Le condizioni esterne dell’edificio comunicano un senso di decadimento che non corrisponde a ciò che sta succedendo alla nostra società.

Cioè?

Intendo dire che cinque anni fa la Sgt perdeva 250mila euro l’anno, mentre oggi ci attendiamo un bilancio molto positivo. Siamo una società sana, la seconda più antica in Italia, e vogliamo comunicare all’esterno che abbiamo ripreso a fare utili e che siamo in grado di camminare con le nostre gambe.

Senza l’aiuto delle istituzioni pubbliche?

Lo scorso novembre ho parlato molto onestamente con il sindaco Roberto Dipiazza. Gli ho raccontato i nostri problemi e gli ho chiesto se l’amministrazione comunale poteva dare una mano a una realtà storica come la nostra. Sono passati più di sei mesi e arrivati a questo punto abbiamo pensato di fare da soli.

Vuole dire che il sindaco non le ha dato una risposta?

Abbiamo deciso di fare da soli.

Allora a chi dovete dire grazie per questi lavori?

In primis alla Fondazione CRTrieste, che si è sobbarcata la maggior parte degli oneri, poi alla Fondazione Ernesto Illy e alla Sadoch Spa. Grazie all’interessamento delle federazioni di scherma, ginnastica e pallacanestro, inoltre, siamo riusciti a ottenere un mutuo di 50mila euro presso il Credito sportivo.

Qual è il costo di questo primo intervento?

Si aggira attorno ai 350mila euro. Il cantiere, che aprirà il prossimo 27 giugno, dovrà durare al massimo quattro mesi e dovrà essere chiuso entro l’inizio della stagione invernale.

Ne seguiranno altri?

È nostra intenzione intervenire sul tetto, che è stato rifatto otto anni fa, per installare un impianto fotovoltaico che ci consentirà da subito di essere autonomi a livello energetico. Abbiamo già approntato un business plan secondo il quale, con una spesa complessiva di 90mila euro, potremo risparmiare circa 28mila euro l’anno. Ci sono poi molte altre cose da rifare, come ad esempio l’impianto elettrico e quello di riscaldamento, ma ci vorranno tempo e soldi. Intanto abbiamo messo in sicurezza il marchio Sgt.

In che senso?

Abbiamo registrato il marchio Sgt, cosa che nessuno aveva fatto in 150 anni di attività. Eppure bastavano 350 euro di bolli.

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