Nascerà a Trieste il mercato comune dei Paesi balcanici 

Sarà una zona economica che favorirà il libero flusso delle merci e di servizi. In progetto anche il riconoscimento di certificati professionali

Il commissario Ue: basi da gettare durante il vertice di luglio E Berlino pensa a un mini piano Marshall per l’area

BELGRADO. Non è un’idea campata in aria, né un progetto secondario. Il cosiddetto “mercato comune” balcanico si deve fare, quanto prima. E le sue basi, con alta probabilità, dovranno essere gettate già a luglio, al vertice di Trieste.

Mercato comune dei Paesi balcanici non ancora ammessi nell’Unione europea che è stato fra i temi di una conversazione a Bruxelles tra giornalisti e il commissario Ue all’Allargamento e alle politiche di vicinato, Johannes Hahn. Hahn che, a proposito del mercato integrato, non ha usato giri di parole, facendo intuire che Bruxelles punta molto sull’iniziativa.


E su un impegno concreto in questo senso, «al summit di Trieste», da parte dei primi ministri di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, secondo quanto riportato da Radio Europa Libera e Reuters.

Leader che dovrebbero raggiungere nel capoluogo giuliano «un accordo politico sostanziale per dare vita a questa area economica regionale», ha detto Hahn, che ha aggiunto che Bruxelles auspica che la “Cee balcanica” inizi a operare già l’anno prossimo.



Che tipo mercato immagina Hahn? Qualche dettaglio lo ha fornito lo stesso Commissario Ue alla stampa di Bruxelles. Si tratterà di un’area economica che dovrebbe favorire «il libero flusso di merci, di servizi», ha detto Hahn, senza menzionare tuttavia la circolazione delle persone.

Nell’intesa, tuttavia, potrebbero esserci dei commi pensati per facilitare «il riconoscimento di certificati, in particolari quelli professionali», un modo per facilitare il movimento di tecnici ed esperti da un Paese all’altro. Nel pacchetto, anche l’idea di un «più integrato mercato digitale, per esempio in relazione all’abbassamento delle tariffe di roaming».

Parole che fanno il paio con quelle pronunciate da Hahn a Sarajevo, a metà marzo. In quell’occasione, il Commissario aveva sottolineato l’importanza di «facilitare il commercio» abbattendo «le barriere» e i controlli doganali. Risultato, «80.000 posti di lavoro nuovi» nei Balcani, l’auspicio.

Poi, l’assicurazione. «Non si tratta di un’alternativa all’adesione alla Ue», obiettivo finale per tutti i Paesi balcanici ancora fuori dal club. Bisognerà vedere come reagiranno ora all’invito le capitali della regione, come sempre divise anche su questo tema. Belgrado, con il neopresidente Vučić, rimane quella più favorevole.

Lo stesso Vučić, durante il suo discorso per il giuramento come presidente, aveva infatti menzionato un «mercato di venti milioni di persone» e una «regione» da immaginare «come grande sistema di velieri collegati».

O ancora da collegare. L’idea era stata invece rigettata, e lo è ancora, soprattutto a Pristina, Tirana e a Podgorica, che continuano a considerare il mercato comune balcanico solo come un palliativo a una mancata piena integrazione nell’Unione europea.



Ma oltre al mercato comune, ci sarà anche un altro tema importante, sul tavolo a Trieste. Quello di una sorta di “mini piano Marshall” per i Balcani, un’idea di Berlino per rilanciare la crescita economica e in particolare le infrastrutture nell’area che sta facendo molto discutere in questi giorni, nella regione.

Piano, dai contorni ancora vaghi, che è stato anticipato a fine maggio dal ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, all’“Aspen Southeast Europe Foreign Ministers' Conference”. Gabriel, nell’occasione, ha parlato di un rinnovare il «Processo di Berlino» sull’allargamento Ue nei Balcani, per dare spinta a «grandi progetti infrastrutturali» come l’autostrada «tra Serbia, Kosovo e Albania», ma anche sostegno finanziario alle nuove tecnologie.

Tutte belle idee, ma non si trasformino «in un nuovo miraggio» o in un palliativo per i ritardi all’adesione, ha commentato, un po’ sospettoso, il premier serbo ad interim, Ivica Dačić.

Per sciogliere i suoi dubbi e quelli di altri leader balcanici, c’è tempo fino a luglio, a Trieste.

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi