Luca dice sì a Marco e Staranzano si ferma brindando alle nozze - FOTO

Luca Bortolotto e Marco Di Just brindano dopo il sì (foto Bonaventura)

Unione civile fra il consigliere comunale e il capo unità scout celebrata dal sindaco Marchesan e seguita da 300 persone 

STARANZANO. Il paese si è fermato. Ha riempito il Consiglio comunale in piazza Dante come non mai. Non era accaduto nemmeno quando a Staranzano si sperimentava il governo Pci-Dc. Ieri più di 300 persone, infatti, hanno invaso il Comune per assistere alle prime “nozze gay”, celebrate in pompa magna, di due staranzanesi molto conosciuti.

Luca Bortolotto è consigliere comunale di maggioranza eletto nella lista civica Staranzano Partecipa. Marco Di Just, invece, è capo unità degli scout. Finora a Staranzano c’era stata solo un’altra unione civile, ma la coppia per motivi personali aveva chiesto la massima discrezione.

Ieri non è andata così. Urla da stadio, fragorosi applausi e qualche lacrima di gioia e commozione, hanno accolto i giovani al loro ingresso in sala. Indossavano un elegantissimo smoking nero, una camicia bianca e di colore rosso, il papillon, il fazzolettino che fuoriusciva dal taschino della giacca abbinate alle scarpe da ginnastica Converse.

Ad attenderli il sindaco Riccardo Marchesan con la fascia tricolore, alla sua prima cerimonia di una coppia omosessuale. A centro sala, invece, la platea con i parenti più stretti e i testimoni di nozze. Tutt’intorno una marea di gente, tanti con macchine fotografiche, telecamere e telefonini per mettere l’evento subito in rete sui social.

Davanti alla coppia sul tavolo della giunta, un coloratissimo bouquet di fiori arricchito da delicati rametti di “velo da sposa” e da dalie bianche e rosse, simbolo dell’amore. Al loro ingresso, una band nata per l’occasione, ha cantato “Somewhere over the Rainbow” (Da qualche parte oltre l’arcobaleno...), mentre al termine della cerimonia si è esibita con il celebre brano “Dio è morto” di Francesco Guccini, arrangiato da Fiorella Mannoia.

Prima della cerimonia c’è stato il saluto di don Genio, guida spirituale degli scout, che ha voluto sottolineare di essere presente «sia come amico, ma anche come prete e sottolineando che la chiesa oggi ha tante difficoltà a riconoscere queste scelte».

Poi, prima Marco e poi Luca, hanno spiegato davanti a tutti quando è scoccata la scintilla del loro amore. «L’incontro speciale l’abbiamo avuto nove anni fa. Da quel momento la nostra vita è cambiata, anni durante i quali abbiamo costruito il nostro amore.

Sposi alla triestina: storie di sette coppie a un passo dal "sì"

Finalmente oggi possiamo rendere pubblica la nostra unione. Avremo momenti bellissimi, ma anche quelli in cui - dicono - dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro per affrontare insieme le salite. Oggi è la realizzazione di un sogno».

Poi la cerimonia ufficiale. Il sindaco Marchesan ha letto i commi 11 e 12 dell’articolo 1 della Legge del 20 maggio 2016 n. 76 delle Unioni civili dello stesso sesso, concludendo con la frase «in nome della legge siete uniti civilmente». I due si sono abbracciati, baciati e messi gli anelli portati in un cestino da due piccole damigelle.

Al termine della cerimonia, dopo il brindisi con spumante per tutti, gli “sposi” hanno affrontato la discesa degli scaloni dell’anfiteatro del municipio sommersi da applausi, dal lancio di riso beneaugurante, coccarde bianche, gemiti di “vuvuzela” e colpi di cannoncini ad aria che sparavano coriandoli a forma di cuore.
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