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Il rilancio del Museo ferroviario passa dal valico di Monrupino

Da Campo Marzio a Miramare. E in Slovenia e Austria attraverso il valico ferroviario di Monrupino. Save the date. Il prossimo 18 luglio verrà sottoscritto, alla presenza del ministro dei Beni e delle...

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Da Campo Marzio a Miramare. E in Slovenia e Austria attraverso il valico ferroviario di Monrupino. Save the date. Il prossimo 18 luglio verrà sottoscritto, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, il protocollo per l’avvio dei lavori finalizzati al ripristino della stazione museo di Campo Marzio di Trieste che sarà collegata al Castello di Miramare, ripercorrendo la vecchia ferrovia di Rozzol, che verrà completamente riattivata. È questo uno dei punti affrontati ieri a Trieste nell’incontro che la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha avuto con il presidente della Fondazione Fs, Mauro Moretti, davanti al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. Presente all’incontro il direttore della Fondazione Fs Luigi Francesco Cantamessa che il giorno prima aveva anticipato l’accordo ai volontari del Museo ferroviario di Campo Marzio. Si tratta di un’opera dal valore complessivo di 18 milioni di euro, la cui prima fase dei lavori di recupero e restauro comporta una spesa di quattro milioni.
«L’obiettivo - spiega Moretti - sulla scorta di quanto la Fondazione ha fatto in altre parti d’Italia è creare un percorso capace di attrarre un importante flusso turistico di qualità proveniente da tutta Europa valorizzando dei siti che prima erano inutilizzati». E il «Friuli Venezia Giulia - sottolinea Cantamessa- è la seconda regione in Italia per investimenti nel turismo sostenibile su rotaia». Tra le novità ci sarà la riattivazione dell’antico valico di Monrupino, da dove si entrava ai tempi della Jugoslavia quando non era ancora attivo il transito di Villa Opicina. «Questo consentirà - spiega Serracchiani - di far arrivare treni turistici dalla Slovenia e dall’Austria». Il fine di questo processo articolato e concreto è quello di offrire un prodotto turistico importante, che può diventare un concreto volano economico per Trieste e la regione.
Soddisfazione infine per la road map tracciata, che vede nel 18 luglio la prossima tappa, è stata espressa da Dipiazza, il quale ha previsto nell’area della stazione di Campo Marzio un’area di forte attrattività turistica in vista della realizzazione del Parco del Mare vicino alla Lanterna e dello spostamento del mercato ortofrutticolo con la realizzazione di future strutture alberghiere dotate di Spa.
Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione Fs prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico - lungo via Giulio Cesare - dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari fra cui alcuni pezzi unici sia italiani che dell’ex impero austroungarico. Il restauro sarà finanziato grazie al contributo economico del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (due milioni), della Regione Fvg (750mila euro) e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’immobile (un milione).
Il Museo ferroviario di Campo Marzio, che sarà gestito dopo il restauro dalla Fondazione Fs, ha sede nella ex stazione terminale dell’antica linea austroungarica Trieste-Vienna. La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l’Austria e la Slovenia, tramite appunto l’antico valico di Monrupino. (fa.do.)
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