Mini-robot montacarichi e rover da ricognizione: inventori in erba al Marconi

I ragazzi espongono il riconoscimento conseguito a Piacenza, nella gara indetta dalla multinazionale (Fotoservizio di Katia Bonaventura)

Il prototipo ha fatto aggiudicare agli studenti  dell'Istituto superiore Guglielmo Marconi di Staranzano il sesto posto alle Olimpiadi Siemens. Ancora nell’incubatrice il Marck-17, ispirato al Rover mandato su Marte dalla Nasa. Viaggio nei laboratori super attrezzati della scuola

STARANZANO. È un elevatore-montacarichi in miniatura, completamente automatizzato, in grado di portare materiale in un grattacielo alto più di 100 piani. È dotato di un controllo di accelerazione e decelerazione, di verifiche per la sicurezza ed è governato da un cervellone elettronico. Ma il dispositivo è stato realizzato a scuola, "fatto in casa" per dirlo in parole povere, senza sponsor o aiuti di professionisti esterni: precisamente all’Isis Brignoli-Einaudi-Marconi di Staranzano e Gradisca, dove robotica e innovazione sono parte del quotidiano.

 

Staranzano, l'ascensore per i grattacieli nasce a scuola

 

Soddisfazioni per il risultato del dirigente scolastico Marco Fragiacomo e del coordinatore Vincenzo Caico. Tutti i segreti del funzionamento sono stati illustrati nel laboratorio dove è nato il robot, prima dal professor Marco Zollia e poi dagli studenti che lo hanno realizzato.

In un futuro potrebbe essere impiegato anche su scala commerciale al servizio di palazzi e grattacieli fino a 100 piani di elevazione. Foto: Katia Bonaventura

«Il progetto che abbiamo creato - spiega uno degli studenti - è un prototipo di ascensore che in un futuro potrebbe essere impiegato anche su scala commerciale in palazzi e grattacieli. Per noi è stato un impegno importante che ci ha portato grandi soddisfazioni e guidati da ottimi docenti". Il professor Zollia poi ha spiegato con orgoglio la bontà del laboratorio di automazione industriale della scuola, ultramoderno, che possiede tutti i requisiti per stimolare la fantasia dei giovani.

«I plc con gli schermi, cioè di programmatori logici di controllo dell'elevatore - dice - sono tutti collegati in rete. Ogni postazione può comunicare con l'altra, con i pannelli di controllo e con l'hmi, ossia l'interfaccia uomo-macchina».

 

Gli studenti di Staranzano progettano un rover da ricognizione ispirandosi alla Nasa

 

Il funzionamento del robot è di estrema semplicità, quasi fosse un giocattolo. «Immaginiamo - spiega - di trovarci ad esempio al piano 2 e si comincia un ciclo: prima di premere il pulsante di partenza per il piano 4, si controlla sullo schermo la funzionalità del contrappeso e del freno, come precauzione se dovesse mancare la tensione. Il funzionamento è da manuale». «Sulla pulsantiera - aggiunge - si schiaccia il piano di destinazione, parte il motore, l'ascensore si muove, poi rallenta, frena e arriva. Le porte si aprono per un tempo prestabilito. Per il ritorno stessa situazione. Se il peso è maggiore del previsto l'ascensore non si muove».

Gli studenti-inventori (foto: Katia Bonaventura)

Nel laboratorio, inoltre è visibile anche un robot antropomorfo con sei motori e altrettanti assi di rotazioni. Ha gli stessi movimenti che fa un braccio e con apposite pinze riesce anche a ruotare l'arto. Su un'altra postazione si trova una parte del robot-imbottigliatrice, un cimelio rimasto dopo il primo posto nazionale alle Olimpiadi Siemens nel 2012. La mattinata in visita al Marconi si concentra poi nel laboratorio dove è nato un altro robot, Marck-17, che ha fatto capolino nella recente Science under 18 a Monfalcone. «Si tratta di un prototipo ispirato al Rover da ricognizione costruito dalla Nasa che ha mandato su Marte. Hanno collaborato con gli studenti, i docenti Maria Luisa Zoratto, Diego Ersetig, Andrea Zucchiatti e l'appassionato di robotica Eugenio Cosolo di Turriaco.

«È soltanto un punto d'inizio - spiega uno degli studenti- dobbiamo perfezionare il movimento, mettere un controllo anche su smartphon e le coordinate da noi prestabilite. E ancora aggiungere una telecamera, un sensore per raccogliere i dati». L’obiettivo è di partecipare alla quarta edizione della Trieste Mini Maker Faire il 16 e 17 settembre, una vetrina di invenzione. Inoltre a Next, la tre giorni con i grandi protagonisti dell'innovazione.

Premio di 1.500 euro che andrà in attrezzature. Il risultato è più che eccellente e premia ancora una volta la lungimiranza della scuola all'avanguardia in regione nel progetto di alternanza scuola-lavoro e al top dell'Automazione e dell'Elettronica. Il sesto posto conquistato in Italia, ha comportato anche un premio di circa 1.500 euro che verranno utilizzati per l'acquisto di nuove apparecchiature di laboratorio. 

Il professor Marco Zollia, trascinatore degli studenti in questa bella avventura, è convinto che l'istituto Marconi è sulla strada giusta poiché la maggior parte dei giovani dopo il diploma, con questo metodo di studio, si trova ad affrontare bene la nuova vita nelle industrie, oggi improntate quasi tutte all’insegna delle nuove tecnologie.
«O si preparano a una specializzazione elettrotecnica ed elettronica - dice - oppure il loro futuro lavorativo diventa molto più complicato». «La nostra partecipazione a questi concorsi nazionali - aggiunge - è uno stimolo importante perché si tratta di occasioni per rafforzare le proprie conoscenze in materia». Per quanto riguarda, poi, la trasferta di Piacenza, il suo giudizio è molto positivo anche se in futuro ci potrebbero essere maggiori possibilità di migliorare.
 
Il laboratorio del Marconi e il controllo dei dati con i software dell’istituto di Staranzano
 
«Partecipiamo da sei anni a queste Olimpiadi - afferma - abbiamo avuto risultati bellissimi, quattro anni fa siamo stati primi, poi anche secondi o terzi. La competizione è altissima, tutti vogliono vincere e fare bella figura. L'istituto tecnico di Viareggio che ha vinto in quest'edizione ha realizzato un manufatto impressionante. Complimenti».
 
«Forse, però, qualcosa non era stato fatto a scuola. Di solito - aggiunge - gli istituti scolastici si preparano al concorso per un anno intero per portare un grande elaborato a questa competizione. Noi l'abbiamo preparato in soli quattro mesi e i ragazzi hanno un merito enorme. Se consideriamo che nella nostra scuola la parte dell'Istituto tecnologico è composta da 250 alunni, noi andiamo a scontrarci con altre che hanno di media 1.500 studenti. Questa situazione non ci scoraggia, anzi ci spinge a fare meglio e sempre di più». Ma si sta già pensando a cosa realizzare il prossimo anno per le Olimpiadi dove verrà coinvolto anche il Brignoli di Gradisca per costruire un nuovo robot, magari a servizio dell'agricoltura.
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