Bufera sull’appalto per l’organizzazione dei centri estivi

Vittoria bis per la cooperativa lombarda Solidarietà e servizi Sindacati in rivolta: «Calpestate qualità e dignità del lavoro»

Cambia il colore politico dell’amministrazione comunale, restano le polemiche sui centri estivi. Per il secondo anno consecutivo ad aggiudicarsi il bando per l’erogazione del servizio è stata la cooperativa lombarda Solidarietà e servizi. La stessa che, nel 2016, era riuscita a vincere l’appalto da 610mila euro, strappandolo all'alleanza fra coop triestine che per diciassette anni si era fatta carico della gestione. Era l’ultimo anno della giunta Cosolini e i sindacati criticarono duramente il passaggio alla società di Busto Arsizio. E lo stesso fanno oggi, nel primo anno dell'amministrazione Dipiazza.

In gara c’erano sei soggetti, ma la competizione si è risolta sul filo di lana nel confronto tra la varesina Solidarietà e servizi (parte della galassia della Compagnia delle opere di Comunione e liberazione) e il raggruppamento locale composto da Duemilauno e Quercia, posto che la vincitrice si è aggiudicata il punteggio massimo di 100, tallonata dalle coop triestine a 95,5. Decisamente distanti sono finite la coop di Brescia Solco, la pavese Aldia, la romana Kairos e il cartello friulano di Euro Promos, Arteventi e Le pagine. I sindacati non digeriscono che la valutazione abbia giudicato praticamente alla pari l'offerta qualitativa delle due principali concorrenti, con la conseguenza che a far pendere l'ago della bilancia sia stata l'offerta economica: Solidarietà e servizi ha presentato infatti una proposta di 10mila euro più conveniente per le casse municipali, praticando il massimo ribasso possibile.

Sarà dunque la coop lombarda a incaricarsi di organizzare il servizio comunale che, da giugno ad agosto, mette a disposizione 13 strutture per circa 1.500 bambini in età da nido, scuola materna ed elementari, che i genitori possono affidare agli educatori dalle 7.30 alle 17.30, affinché siano seguiti in orario di lavoro dopo la fine dell'anno scolastico, svolgendo attività in sede o all'esterno. Il servizio dà lavoro a 150 addetti, tra dipendenti della coop e rinforzi comunali: personale che l'anno scorso Solidarietà e servizi aveva reclutato in tutta fretta, suscitando le polemiche di sindacati, centrodestra e M5S. Qualcosa di simile avverrà anche quest'anno, visto che i centri estivi partiranno fra meno di un mese.

All'epoca l'assessore all'Educazione, Antonella Grim, aveva risposto alle critiche, affermando che la gara si era svolta correttamente. A parti invertite, lo stesso fa oggi la sua erede Angela Brandi, che dice di essersi «augurata che vincesse una ditta locale, ma l'assegnazione è stata fatta sulla base di elementi economici e qualità, che hanno pesato rispettivamente per il 15% e l'85% sulla valutazione: non era una gara al massimo ribasso. Ha vinto il migliore e ora dovrà rispettare gli standard, tra cui anche la conoscenza del territorio e della sua cultura».

Rispetto alle accuse dei sindacati verso Solidarietà e servizi, Brandi invita a «non fare polemiche e allarmismo, visto che l'anno scorso non ho rilevato disastri. Ai lavoratori dico inoltre che non avranno difficoltà a essere assorbiti». In una nota, l'Usb evidenzia tuttavia che la gestione 2016 ha mostrato «significative falle in termini di qualità: le lacune del servizio hanno spinto il Comune a emettere sanzioni verso la cooperativa, dopo le lamentele degli utenti». Non piace poi «la gestione del personale, caratterizzata dal sistematico ricorso al lavoro interinale, con palesi violazioni contrattuali. Le politiche di questa giunta come della precedente - continua l’Usb -, in nome del risparmio e della concorrenza, sono orientate a esentare il Comune dal suo ruolo di garante della qualità dei servizi». Rossana Giacaz (Cgil) chiede a sua volta di «mettere in sicurezza i centri estivi con un appalto pluriennale o abbinando la gestione a quella della disabilità nelle scuole: con un bando annuale, infatti, è inevitabile che si assumano precari e non veri professionisti, visti i tempi limitati dell'affidamento, tanto più se la ditta viene da fuori».

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