All’asta la bimba di Picasso disegnata per la figlia Maya

Pablo Picasso con la figlia Maya

Prezzo di partenza tra i 10 e i 15mila euro per la figurina ritagliata su cartone In vendita anche opere di Music, Sbisà e Levier. E dopo 10 anni “torna” Claris

L'asta. Una “bambina” di Picasso in asta alla Stadion. Il 26 maggio alla casa d'aste triestina verrà messa all'incanto una figurina ritagliata su cartone disegnata a matita del maestro Pablo Picasso (stimata tra 10 e i 15mila euro). Un'opera intima e infantile dell'artista spagnolo, espressamente creata per la figlia Maya quando questa aveva tra i 2 e i 5 anni.“La bambina” fa parte di una serie di opere che Picasso realizza tra gli anni 1937 e 1940 regredendo a un universo infantile. Un Picasso che, per gioco, si dimentica di essere Picasso. La destinataria dell’opera è senza ombra dubbio Maria Concepcion, la bambina nata dalla relazione con Marie-Thérèse Walter.

La figurina ritagliata e disegnata di "Bambina" (1940) firmata da Pablo Picasso

Il padre era usuale chiamare Maya la bambina. Maria Concepcion era il nome della sorella di Picasso morta bambina. Curiosamente, la coppia non volle che risultasse pubblica la relazione che collegava Maya a Picasso, al punto che Marie-Thérèse all’anagrafe la registro come di “padre ignoto”. Un raro ritratto di Picasso che rappresenta la figlia Maya all’età di due anni e mezzo (stimato tra i 16 e i 24 milioni di dollari) è andato all’asta nel 2009 da Sotheby’s New York. “Maya con la bambola”, dipinto a olio su tela realizzato nel 1938, è stato trafugato dalla casa parigina della nipote del pittore, assieme al Ritratto di Jacqueline, il 28 febbraio 2007. Il disegno a matita, con autentica della Galerie Jan Krugier di Ginevra, è un’assoluta rarità. Un’occasione da non perdere per chi vuole accappararsi un’opera dell’autore di Guernica a costi non proibitivi.

Pablo Picasso

Altre opere. Picasso, ma non solo, alla prossima asta della Stadion. Ci sarà l’occasione più unica che rara per aggiudicarsi un'opera di Giorgio Carmelich, lo sfortunato pittore triestino morto poco più che ventenne. In asta ci sarà "Caserma-Praga", una matita su carta del 1929, opera che doveva rappresentare una delle fondamenta per le sue evoluzioni espressive, purtroppo mai raggiunte per la prematura dipartita.

Il disegno "Caserma - Praga" di Giorgio Carmelich

Molte altre sorprese sono annunciate: un Remo Brindisi prima maniera, tre opere di Virgilio Guidi, una tela doppia (fronte-retro) di Zoran Music “Cavallini motivo dalmata e Paesaggio”, un Corpora firmato e datato 1930, Cassinari, un grande Cesetti (110x119) “Buoi in Camargue”, tre tele di Zigaina tra cui “Carretti nei campi” del 1955 e “Civiltà occidentale” del 1951, opera che era presente alla mostra della Galleria di Roma contro le barbarie dell'invasione in Corea, poi fatta chiudere. Per la pittura dell'800 e del '900, “Campagna romana al tramonto” di Giuseppe Canella, del 1842, una magnifica “Bottega veneziana in Campo San Barnaba” di Emo Mazzetti, Francesco Lojacono, cinque opere di Milesi provenienti dalla collezione privata Silvia Ciardi di Villa Baciocchi a Villa Vicentina.

Il dipinto "Ritratto con fiore" del grafico pubblicitario Marcello Claris

Pittori triestini. A far invidia alle “stanze” di Sgarbi del Salone degli incanti ci sarà una ricca serie di tele di pittori triestini: Levier, Stultus, Chiacig, Issupoff, “Salomè al Tempio” di Sambo, Flumiani, Garzolini. E “Il Parco” di Piero Marussig, pubblicato sul catalogo generale Colombo-GianFerrari- Pontiggia con etichette Galleria Gianferrari Milano, Galleria Secolo Roma, Galleria Genova e Galleria Sianesi Milano. E ancora Sbisà, Spacal, Bergagna. Ci sarà anche un rarissimo Marcello Claris, ”Ritratto con fiore”. L’artista, grafico pubblicitario vicino ai futuristi, manca da un'asta ormai da più di dieci anni. Un gradito ritorno.

Per gli amanti dell'arte antica verranno battute quattro porte laccate veneziane del 1700, una spledida “Sacra Famiglia” di Pietro Ricchi detto il Lucchese, un'enorme “Deposizione” del XVI secolo di un maestro veneto che si ricollega all'attività di Bonifacio Veronese, un “Cristo Benedicente” di cerchia caravaggesca del XVII secolo, una veduta di Bernardino Bison e una “Natura morta con drappo e fiori” la cui attribuzione proposta è ad Antonio Gianlisi.

Tutte le opere si possono vedere a partire da oggi, e fino a giovedì, nelle sede della Stadion in Riva Tommaso Gulli 10/a. A partire dalla “bimba” di Picasso.

 

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