Bandelli riabilitato «Non deve un euro per il caso Bavisela»

Franco Bandelli

L’Agenzia delle entrate archivia la posizione dell’ex assessore Nel 2007 non aveva più un ruolo gestionale nell’associazione

Un lungo sospiro di sollievo dopo sei mesi vissuti in apnea. Sono giunti al capolinea i tormenti che hanno tolto il sonno a Franco Bandelli, finito nel mirino del Fisco in seguito a un accertamento relativo alla gestione 2007 della Asd Bavisela. Bandelli, che non è mai stato iscritto nel registro degli indagati, è stato riabilitato dalla stessa Agenzia delle entrate, al termine di un’indagine che ha vagliato attentamente la sua posizione.

«La sentenza penale ha escluso ogni responsabilità in capo al signor Bandelli - scrivono in una nota i suoi legali Maria Genovese e Stefano Sibelja - relativamente alla gestione e all’amministrazione della Asd Bavisela». All’accertamento, che presupponeva un coinvolgimento dell’ex assessore dell’allora giunta Dipiazza, hanno fatto seguito delle sanzioni per un importo di circa 220mila euro. Una cifra che ha costretto l’associazione sportiva a cambiare pelle e a trasformarsi in Apd Miramar.

Gli accertamenti. L’estraneità di Bandelli è emersa in pochi mesi, grazie a una procedura che consente di evitare l’insorgenza di una lite tributaria. I legali di Bandelli, infatti, in sede di accertamento con adesione hanno fornito una documentazione che non era in possesso dell’Agenzia delle entrate, dimostrando come il proprio assistito nel 2007 non rivestiva alcun ruolo amministrativo in seno alla Bavisela. «Alla luce degli elementi forniti - si legge nella nota - , l’Agenzia delle entrate ha archiviato definitivamente la posizione di Franco Bandelli in quanto completamente estraneo ai fatti contestati». Il provvedimento precisa che «viene meno la veste di coobbligato in solido, originariamente contestata al signor Bandelli, per i crediti vantati dall’erario che sono emersi dall’avviso di accertamento».

In poche parole, Bandelli non deve tirare fuori un solo euro dei 220mila che sono stati chiesti dal Fisco. «È la fine di un incubo - le sue prime parole -. Ringrazio l’Agenzia delle entrate per la rapidità con cui si è arrivati a un’archiviazione che mette una pietra tombale su questa triste vicenda. Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità ed è per questo che insieme ai miei legali abbiamo scelto di non presentare alcun ricorso, fornendo la documentazione necessaria per fare luce sulla mia posizione».

Gli avvocati Genovese e Sibelja hanno dimostrato, attraverso i verbali della stessa Bavisela datati maggio 2006, che Bandelli aveva rassegnato le dimissioni da socio, accettando, su richiesta del direttivo, di svolgere unicamente un ruolo di portavoce dell’associazione sportiva da lui creata nel 1994. «La mia era stata una decisione presa in seguito alla volontà di Dipiazza di affidarmi il compito di assessore ai Lavori pubblici e ai Grandi eventi - sottolinea il fondatore della Bavisela -. Non volevo che qualcuno potesse alludere a una mia incompatibilità con tale ruolo istituzionale». Bandelli, alla soglia dei 57 anni, sembra aver lasciato per strada la sua consueta impulsività. «Non è mia intenzione fare polemiche - spiega -. Voglio solo chiudere un difficile capitolo della mia vita, anche se rimane la profonda amarezza per essere stato considerato colpevole in maniera preventiva. Un pensiero va a tutte le persone che hanno sofferto per questa vicenda e a tutte quelle che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno».

 

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